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La mostra di HMKVArtists & Agents – Performance Art and Secret Services”, la cui chiusura era prevista il 19 aprile 2020, si è conclusa lunedì 16 marzo a causa della pandemia di Coronavirus. Per coprire il tempo fino alla riapertura, il 2 giugno con la prossima esposizione, HMKV ha reso la mostra accessibile su Artists & Agents Online. Inoltre, è possibile seguirli sui social media all’hashtag #HMKVathome.

La mostra collettiva internazionale Artists & Agents – Performance Art and Secret Services si focalizza sull’interazione tra i servizi segreti e la performance art, una forma artistica considerata particolarmente pericolosa dai servizi segreti dei Paesi Socialisti dell’Europa orientale. Oggi, gli archivi accessibili esistono quasi esclusivamente nell’est Europa e rivelano la “disgregazione” e la “liquidazione” di artisti dissidenti da parte dei servizi di sicurezza degli Stati. Per questo, tuttavia, alcuni agenti dovevano diventare loro stessi “perfomance artists”.  Artists & Agents, curata da Inke Arns, Kata Krasznahorkai e Sylvia Sasse, offre esempi di sovversione artistica e infiltrazione dei servizi segreti, alcuni dei quali non sono mai stati esposti prima. Le opere recenti mostrano che il problema del crescente impiego dei metodi dei servizi segreti, nelle politiche odierne e nella vita quotidiana, è estremamente attuale.

La mostra presenta opere di artisti provenienti da Bulgaria, Cile, Croazia, Repubblica Ceca, Germania, Ungheria, Polonia, Romania, Russia e Stati Uniti.

Dopo il 1990, molti archivi dell’intelligence dei Paesi dell’ex Blocco Orientale furono aperti per la ricerca scientifica. Questo rese possibile, per la prima volta, esaminare la documentazione artistica degli agenti e l’influenza dei servizi segreti sulle opere. Soprattutto, la mostra intende ritrarre l’interazione tra le azioni dell’intelligence e la performance art in particolare, che gli Stati socialisti temevano maggiormente.

La ricerca per il progetto ha chiarito che i dossier dell’intelligence rivelano poco su quanto osservato, ma molto sui timori e sulle strategie degli osservatori. Timori e strategie, che possono essere ricondotti ai più piccoli dettagli di questi atti – narrazione, verbosità, abbreviazioni, punteggiatura e omissioni – non sono solo di particolare importanza per la storia dell’arte, perché contribuiscono anche sensibilizzare le società democratiche di oggi sui pericoli e sui segnali di avvertimento delle dittature.

I rapporti dell’intelligence documentano, a volte nei minimi dettagli, le attività artistiche; testimoniano il monitoraggio e il processo (“distruzione”, “liquidazione”) della scena dell’artista e rivelano informazioni sull’intervento attivo e operativo dello Stato nella produzione artistica. Tuttavia, non erano solo gli artisti a servirsi delle tecniche performative; anche gli agenti dovevano “esibirsi” per ottenere informazioni rilevanti sulla performance art.

Per illustrare la connessione di questi problemi con il presente, avrà luogo la mostra 2019-2020 negli anni che segnano il 30esimo anniversario dalla caduta dell’Iron Curtain così come dalla presa dei quartieri generali dello Stasi. Nella RDT, fu l’opposizione democratica (che includeva molti artisti) a prendere d’assalto i quartieri generali Stasi nel 1989/1990, in modo da bloccare un’ulteriore distruzione di dossier. In vista della mostra, sono state effettuate ricerche approfondite e mirate negli archivi dell’intelligence in Ungheria, Polonia, Repubblica Ceca, Romania e Germania. La mostra si focalizzerà sugli esempi di questi Paesi, negli anni 1960-1990.

Le pagina 228 del magazine comprende un’introduzione a Artists & Agents, le risposte dei curatori alle “Domande Frequenti”, le descrizioni di tutte le opere d’arte, le informazioni di base su ogni dossier, un glossario con più di 60 entrate che spiegano la terminologia dei servizi segreti così come numerose illustrazioni che documentano la mostra.


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