einBuch.haus, Berlin
23 / 01 / 2020 - 15 / 02 / 2020

Fictive Appearance è un’opera composta da un libro e da una installazione. L’installazione fa riferimento al libro, che a sua volta fa riferimento a una precedente installazione.

Questa inusuale collaborazione tra un graphic designer e un buon artista mette in discussione il significato di visual. Il lavoro analogico e digitale, prevalentemente bidimensionale, del graphic designer contrasta con il lavoro soprattutto tridimensionale dell’artista. In questo dialogo, che fonde i loro diversi approcci, entrano in gioco dozzine di processi che hanno a che fare con dimensioni multiple e vari mezzi espressivi.

Il libro, presentato nel 2020, è stato sviluppato dal graphic designer Yuto Takamuro e si basa su una foto dell’installazione Fake Appearance (2018) dell’artista Yotaro Niwa. Il libro consiste in una raccolta di frammenti di immagini ingrandite fino a diecimila volte la loro dimensione originale. Man mano che la fotografia viene continuamente suddivisa, il suo messaggio originale viene perso: ciò che rimane è l’immagine pura, senza significato sottinteso, che va oltre l’intenzione originale dell’artista.

Attraverso lo speciale design del layout di pagina e il tipo unico di rilegatura, è possibile visualizzare simultaneamente più strati in combinazioni diverse. Il libro è uno strumento in cui le immagini visive vengono ricostruite. La raccolta di frammenti di tutte le immagini estese e prodotte in serie lascia allo spettatore la realtà visiva più pura, diversa da come ogni libro viene visto.

Prendendo ispirazione dal libro, la nuova installazione di Yotaro Niwa porta lo spettatore a rivivere anche lo spazio fisico. Uno dei mezzi utilizzati per costruire l’installazione è il contenuto del libro stesso. Stampe di grande formato e piccoli frammenti sono combinati con alcuni degli stessi e simili oggetti utilizzati in Fake Appearance. Per unire i numerosi singoli pezzi tra di loro, sono stati utilizzati materiali con diverse proprietà plastiche come gesso, cemento e film laminato.

L’installazione Fake Appearance, su cui si basava il libro, fu creata a Taipei nel 2018. L’oggetto dell’installazione consisteva in un complesso bricolage, una ricerca di analogie tra i diversi linguaggi visivi, dal campo delle scienze naturali a quello della moda, inclusi materiali plastici ed elementi presenti in natura che l’artista aveva trovato sul sito. Le immagini sono esempi di impressioni visive della vita urbana di tutti i giorni e riflettono la percezione umana: qualcosa che è al tempo stesso esteso e limitato dalla tecnologia e dai media moderni.

Fictive Appearance guida la percezione dello spettatore in una direzione indefinita (un obbiettivo  che è comunque impossibile da raggiungere). La percezione è individuale e non può essere né guidata né compresa deliberatamente. Cosa rimane del dialogo tra il graphic designer e l’artista? Cosa vediamo in realtà?


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