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In.fondo.al.mar (under.the.sea). Mediattivismo E Infoviz.

E nella mostra allestita nei labirintici piani della Tabak Fabrik di Linz, un progetto in particolare ha riassunto pienamente i concetti proposti dal festival: In.fondo.al.mar (under.the.sea) di David Boardman e Paolo Gerbaudo. In.fondo.al. mar  in sostanza un progetto d'inchiesta giornalistica, resa pubblica attraverso una piattaforma interattiva che mostra la mappatura dei reati di eco-mafia nel Mar Mediterraneo, ovvero affondamenti di navi eseguiti illecitamente per smaltire rifiuti tossici.... READ MORE...

Ibridazioni Materiche

I grandi progressi compiuti dalla scienza dei materiali negli ultimi decenni hanno offerto al progetto di artefatti nuove e inconsuete opportunitˆ di interpretazione dei tradizionali concetti di famiglia di materiali, di proprietˆ e di ambito di applicazione che in passato hanno caratterizzato la selezione dei materiali nell'attivitˆ di designer, architetti e artisti.... READ MORE...

Death 24x, Morte E Feticismo Dell’immagine

Nel libro Death 24x a Second di Laura Mulvey si affronta il tema della mutata relazione dello spettatore verso il cinema attraverso le nuove tecnologie. Semplificando (ma vi invito a cercare le fonti) la Mulvey osserva che il dvd permette di fermare il flusso visivo della narrazione cinematografica e di osservare come la illusione di vita del film sia composta da still frame, da fotogrammi statici. Questo da sempre  il paradosso del cinema, ma adesso il singolo fotogramma diventa facilmente osservabile per lo spettatore.... READ MORE...

L’autore Collettivo, La Memoria Condivisa

Un testo illuminante  Postdramatic Theatre di Hans-Thies Lehmann, che affronta le mutazioni del teatro e della sua fruizione nel teatro contemporaneo, mutazioni che spesso sono state segnate daibridazioni con i nuovi media.... READ MORE...

Arte Digitale: Un Mercato Per Stomaci Forti

Il rapporto tra le arti digitali (mi trovo sempre pi in difficoltˆ a usare la espressione new media art) e il mercato  un tema ovviamente importante per artisti e professionisti del settore, ma ancora troppo poco sviluppato... READ MORE...

Suguru Goto: Nuovi Modi Di Percezione

L'incontro milanese con Suguru Goto di fine novembre 2006 ha mostrato tutto il fascino sottile di questo artista, cui DigiMag aveva giˆ dedicato spazio nel numero 12 dello scorso Marzo 2006 con un'intervista di Elena Vairani. Ho avuto modo di seguire entrambi i momenti a Milano, ma vorrei approfondire in particolare il workshop, perché l'incontro pi informale e rilassato della seconda giornata si  rivelato una ulteriore chiave sia per comprendere non solo le tecnologie usate e spiegate, ma soprattutto il percorso stesso dell'artista... READ MORE...

La Paura Del Limite

Poco tempo fa sono stato invitato alla conferenza che ha chiuso il festival di arti digitali toShare. Il tema della conferenza era il senso del limite. Non volendo parlare dei miei limiti, e visto che ci trovavamo ospiti di un festival di arti digitali, ho riflettuto su quale fosse il limite nel digitale, nel rapporto tra tecnologia e arte... READ MORE...

Interazione E Nuove Percezioni

I figure that the listener requires about half of what you think you require when you're the creator, dice Brian Eno. Spesso, scambiando opinioni nei festival, sii sento ripetere da artisti e da organizzatori che l'arte digitale  per pochi. I numeri delle manifestazioni sembrerebbero confermare questa affermazione. Ma  completamente vero? Il digitale creativo  veramente per pochi?... READ MORE...

Alvin Lucier, I’m Sitting In A Room

Nel libro Metapop di Morley la narrazione esplora il vasto spazio-tempo del pop oscillando attorno a due brani, I can get you out of my head di Kylie Minogue e I'm sitting in a room di Alvin Lucier. Per ora vorrei soffermarmi sul brano di Alvin Lucier, che recita testuale: I am sitting in a room different from the one you are in now. I am recording the sound of my speaking voice and I am going to play it back into the room again and again until the resonant frequencies of the room reinforce themselves so that any semblance of my speech, with perhaps the exception of r-r-r-rhythm, is destroyed. What you will hear, then, are the natural resonant frequencies of the room articulated by speech. I regard this activity nnnnnot so much as a demonstration of a physical fact, but more as a way to s-s-smooth out any irregularities my speech might have... READ MORE...