ZKM | Center for Art and Media – Karlsruhe, Germany
30 / 10 / 2020 – 30 / 09 / 2021

Nella mostra d’arte digitale di ZDF, i visitatori potranno muoversi virtualmente all’interno dello ZKM e scoprire opere d’arte realizzate al computer.

L’universo è un grosso computer? La questione non è nuova: Konrad Zuse, pioniere dell’informatica, paragonò l’universo a un grande automa cellulare già nel 1969. Secondo lui, lo si potrebbe immaginare come un discreto sistema computazionale composto da cellule che si evolvono seguendo delle regole prestabilite in base allo stato delle cellule vicine. Gli automi cellulari sono in grado di calcolare funzioni e risolvere problemi algoritmici. Zuse diede alla propria ipotesi il nome “spazio informatico” (Rechneder Raum), intendendo che l’universo può essere visto come la combinazione di tanti piccoli computer (in questo caso l’equivalente degli automi) che insieme formano un unico grande computer. Questa mostra riflette l’idea dello spazio informatico e quella del “programma dell’universo” di Seth Lloyd, secondo cui l’universo è un unico enorme computer quantistico.

Con lo sviluppo della computazione e delle interfacce grafiche non solo si è scoperto che la realtà può essere descritta come un sistema computazionale, ma anche che serie di “eseguibili” informatici sono in grado di generare nuove realtà virtuali. Questa capacità dei computer ha affascinato gli artisti, che negli ultimi cinquant’anni si sono dedicati alla sperimentazione dell’estetica generativa.

Mentre non sembrano esserci più dubbi sulla computabilità degli spazi, lo stesso non si può dire sulla computabilità dell’individuo, anche se l’intelligenza artificiale sta già minacciando di poter riprodurre il soggetto pensante. Nonostante il fatto che i computer moderni non sono in grado di riprodurre il pensiero umano, da cui l’incomputabilità dell’individuo, questa consapevolezza è stata un potente stimolo per la fiction speculativa.

La collezione allo ZKM | Karlsruhe si focalizza sull’arte multimediale: una forma d’arte definita dal mezzo con cui è creata, distribuita e ricevuta. Le apparecchiature create dalle branche delle discipline informatiche nate nel corso della seconda metà del ventesimo secolo (lo studio degli automi, la cibernetica, le tecnologie di informazione e comunicazione e l’intelligenza artificiale) hanno contribuito a espandere gradualmente la definizione di media, rendendo il computer uno degli strumenti e dei mezzi più importanti per le arti visive.

Computable – Incomputable presenta opere d’arte digitali all’interno di un ambiente generato al computer. Una riproduzione digitale di un atrio dello ZKM | Karlsruhe è popolata da molteplici automi cellulari interamente generati tramite algoritmi. La struttura portante della mostra è influenzata, proprio come le opere che ospita, dal suo strumento e mezzo di espressione: il computer.


Link: https://zkm.de/en/exhibition/2020/10/computable-incomputable