Il weekend del 3 e 4 novembre è stato stranamente caldo nella baia di San Francisco, con temperature intorno ai 28°C. La comunità di Leonardo si è riunita al Fort Mason campus del San Francisco Art Institute in occasione del suo evento più importante: The ConveingNel weekend si è celebrata la commemorazione della fondazione della pubblicazione. Leonardo, l’iniziativa editoriale internazionale dedicata ad arte, tecnologia e scienza ha celebrato il proprio anniversario 35 volte dal 2017, quando ha tenuto la prima festa all’ISEA di Caldea, in Colombia. Da allora, i festeggiamenti del compleanno hanno compreso tavole rotonde, convegni, conferenze e mostre tenute con importanti eventi artistici e scientifici, oltre a eventi speciali in collaborazione e presentati da istituzioni con cui Leonardo ha formato partnership. Dopo periodo di riflessione lungo un anno, l’idea di festeggiare è stata condivisa da tutti e proposta da Nina Czegledy. Questi incontri hanno fornito varie opportunità di ascolto profondo per comprendere gli obiettivi della comunità internazionale di Leonardo nel mondo ed è la base per il programma di The Convening.

Come ammiratrice di vecchia data di Leonardo, questo evento non mi incuriosiva soltanto per il fatto che ci sarebbero stati molti oratori influenti, ma anche per Intersections, un ricco programma di performance di nuovi talenti aperto al pubblico organizzato da CODAME. Ero anche interessata al formato interattivo della durata di due giorni: ai partecipanti era richiesto di collaborare, interagire con gli altri partecipanti (soprattutto con quelli che non conoscevano). Non è stato pensato solo per sedersi e ascoltare, e in quei due giorni abbiamo partecipato attivamente, abbandonando spesso la nostra confort-zone. Il posto, un magazzino di oltre seimila metri quadri su un pontile che usciva sulla baia di San Francisco, ora ospita camere per 160 studenti e docenti SFAI. Offre oltre 300 mq di spazio pubblico, che è diventato sala riunioni e spazio di performance e mostre per The Convening.

Al compleanno celebrato a San Francisco hanno partecipato circa 100 persone, che si sono incontrate per fornire suggerimenti per il futuro di Leonardo: i prossimi 50 anni (o meno). Roger Malina, direttore esecutivo di Leonardo Publications al MIT Press e figlio dell’editore fondatore Frank Malina (1912-1981) chiamato The Convening per dare un’ordine, con osservazioni introduttive, alla narrazione della straordinaria storia di Leonardo. Iniziò tutto nel 1968 come journal per scrittori interessati agli artisti che utilizzavano la scienza, creato da Frank Malina nella cucina parigina della famiglia. Prodotto usando stampa offset, l’impegno iniziale minimo ma significativo ha contribuito alla crescita di un editore internazionale di libri e riviste; un sostenitore di progetti artistici, scientifici e tecnologici; e molto altro ancora. Roger è stato il portavoce primario dell’organizzazione dalla morte di suo padre e ha ammesso apertamente che sta considerando la prospettiva di chiudere Leonardo. Ha dunque implorato il suo pubblico attento di considerare la possibilità, ma anche riflettere sul successo di Leonardo e determinare se Leonardo avesse raggiunto i propri obiettivi. La domanda principale: quale potrebbe essere il ruolo di Leonardo tra 50 anni, che linguaggio verrebbe usato, e quale sarebbe la tecnologia dominante?

Tenendo presente questa sfida, il primo giorno è stato dedicato a sei workshop unici nel loro genere chiamati Experimental Sessions e organizzati per spronarci (suddivisi in piccoli gruppi) a interagire, spesso con elementi performativi (ogni Sessione è stata ripetuta nel pomeriggio). Le Sessioni del mattino sono iniziate dopo un intervallo ‘conoscitivo’, mezz’ora di conversazione con uno sconosciuto. Questo esercizio è stato ripetuto più volte e ha incoraggiato i partecipanti ad aprirsi e conoscersi a vicenda. Il discorso di apertura del sabato, tenutosi strategicamente dopo pranzo, consisteva in una presentazione di Domhnaill Hernon, Direttore della E.A.T. (Experiments in Art and Technology) dei Nokia Bell Labs. Intitolata The Future of Innovation at the Intersection of Art and Technology, Hernon ha continuato aggiornando il gruppo lì riunito in merito al famoso programma di specializzazione dei Labs e ai recenti progetti artistici.

Dopo la seconda ‘Sessione’ pomeridiana, il tanto atteso panel internazionale al femminile è stato presieduto da Diana Maria Gallichio Domingues dell’Università di Brasilia (Brasile), la quale ha introdotto le relatrici: Jadwiga Charzynska, direttrice del Laznia Centre a Danzica (Polonia); Luz Maria Sanchez Cardona, dirigente della Facoltà di Arte e Studi Umanistici all’Universidad Autonoma Metropolitana a Lerma (Messico); e Anna Frants, Direttrice e Fondatrice del Cyland Media Lab a San Pietroburgo (Russia). Purtroppo, le stimate relatrici hanno sostanzialmente esposto le loro attività e i loro programmi artistici/scientifici connessi a Leonardo. È mancata un’opportunità concreta per poter comprendere le sfide che interessano le donne di questi Paesi a prevalenza maschile e politicamente conservativi. Questo avrebbe notevolmente contribuito al dialogo di The Convening ed era un’informazione che molti di noi si aspettavano.

Segue una breve pausa, durante la quale i partecipanti hanno cenato o in ciotole di carta presso un food truck molto affollato parcheggiato all’esterno oppure nelle caffetterie vicine, compreso anche il famoso Greens Restaurant (per il quale è necessario prenotare e dove non sarebbe bastata l’ora a nostra disposizione). Io ho optato per spätzle e birra al Biergarten, ristorante tedesco che dispone di tavoli all’esterno. Poiché il clima era rimasto insolitamente caldo, l’aria fresca dell’oceano era revitalizzante. Ci siamo ritrovati alle 18.00 per assistere al programma di performance interdisciplinari che sarebbe continuato fino alle 22.00, sempre nella stessa sala del Convegno di quel giorno (senza sedie). È iniziato quasi 40 minuti dopo. CODAME, una rete di creativi della Bay Area, è stato curatore e presentatore del programma per la serata. In molti hanno preso parte all’evento (aperto al pubblico con l’acquisto di un biglietto di 20$).

Non c’era alcun programma in forma cartacea, ma l’orario disponibile online è stato seguito con molta precisione. La scelta ha richiesto prevalentemente molto tempo ma, a mio parere, due opere si sono distinte in quanto eccezionali. Un’aggiunta a sorpresa rispetto al programma reso noto, ovvero una performance canora di Anna ed Enrica Bacchia, due sorelle di Lugano (Svizzera). Ho partecipato alla loro Sessione pomeridiana di storytelling, dal titolo Con-SCIENCE Theatre of Being, tenuta da Anna, self-evolution trainer (con accanto la sorella che ha interpretato le voci). Per la loro presentazione non digitale hanno annunciato che avrebbero utilizzato una delle più importanti e prime ‘macchine’ conosciute, il corpo umano, per comunicare attraverso il linguaggio. Il loro breve duetto composto da canti e mormorii dal suono jazz è stato uno stimolante discostamento dai suoni altrimenti elettronici che hanno risuonato durante la serata. La seconda performance che merita di essere discussa è stata quella di David Rosenboom, il pionieristico compositore interculturale che dal 1990 è decano della Scuola di Musica di Cal Arts. Rosenboom esplora sintetizzatori digitali e neurofeedback dagli anni ’60, che usa per creare algoritmi compositivi, percepiti come musica elettronica, con il suo violino su misura. Ha catturato l’attenzione del pubblico prevalentemente giovane. Queste due performance di artisti maturi hanno dominato l’evento, e per questo scrittore sono state le più professionali, coinvolgenti e divertenti della serata.

I Manifesto Workshop o gruppi di riflessione di natura spontanea, sono stati l’attività principale nel secondo giorno di The Convening. Si sono svolte la mattina e il pomeriggio, e dopo l’esperienza obbligatoria di “conoscersi a vicenda”, il compito di ogni gruppo è stato di scavare a fondo per identificare i principali successi (e insuccessi) di Leonardo. A ogni gruppo è stato chiesto di presentare in modo collaborativo tre idee del futuro di Leonardo. Un’organizzazione no-profit, Leonardo/ISAST con sede a Oakland, California con un’organizzazione sorella separata Leonardo/Olats fondata da Roger Malina a Parigi. Tuttavia, sono possibili nuove prospettive di guadagno. È stato annunciato che, come shock totale per l’organizzazione, nel primo anno da quando il suo archivio è disponibile online, oltre 400.000 pdf sono stati scaricati dal sito web! Gran parte degli articoli sono gratuiti. Questa nuova risposta al Leonardo Journal rappresenta un enorme interesse, e un flusso di reddito, da parte di una comunità geograficamente diversificata. Il Leonardo Journal è il più riconosciuto tra le pubblicazioni dell’organizzazione e Malina ha riferito che ad oggi, 15.000 persone e gruppi hanno pubblicato e sono stati presentati nel Leonardo Journal.

I nostri gruppi seriamente e collettivamente hanno riflettuto sugli anni nei quali Leonardo è sopravvissuto con un personale ridotto all’osso, e i contributi che lui ha ricevuto attraverso la sua rete di collaboratori. Abbiamo cercato di elencare cosa, esattamente, è stato portato a termine. In tutti i Manifesto Workshops, la maggior parte concorda sul fatto che Leonardo ha innanzitutto aiutato gli artisti, specialmente quelli in carriera in accademia, sostenendo una rigorosa politica di revisione paritetica per le sue diverse pubblicazioni; è stata portata all’attenzione del mondo dell’arte, il campo espansivo dell’arte-scienza e tecnicamente dell’arte complessa, stabilendo la credibilità artistica di questa area. Non c’è dubbio che, senza Leonardo, il lavoro degli artisti che lavorano in questo settore, un tempo inaccettabile, anche oscuro, dell’arte, della scienza e della tecnologia sperimentale, sarebbe ancora ampiamente trascurato.

Leonardo ha stabilito, attraverso la pura e semplice perseveranza, un dialogo significativo tra l’arte, la scienza e l’accademia. Questo dialogo si è moltiplicato e ha prosperato nell’ultimo mezzo secolo, portando l’arte che utilizza la tecnologia, la scienza e l’elettronica più apertamente nel discorso artistico. Una delle più celebri nuove attività sostenute da Leonardo è la rete indipendente di presentazioni LASER (Leonardo Art Science Evening Rendezvous), trattasi di conferenze, eventi performativi e incontri che trattano differenti argomenti artistici/scientifici e che si tengono principalmente nei campus universitari di tutto il mondo. LASER ha una grande influenza e il supporto della comunità che è destinata a crescere. Ogni gruppo ha presentato tre punti principali da tenere in considerazione per il consiglio di amministrazione di Leonardo (si sarebbero dovuti incontrare il giorno seguente).

A seguito delle brevi presentazioni di ciascuno dei gruppi del Manifesto Workshop, Roger Malina ha accettato il premio Golden Nica da Gerfried Stocker, direttore artistico della Ars Electronica, per commemorare il premio per la Visionary Pioneers of Media Art. Questa è stata una presentazione replicata, realizzata per la prima volta durante il festival della Ars Electronica nel 2018 a Linz in Austria, ma riproposta a San Francisco per includere la comunità più ampia di artisti, scienziati, ricercatori, scrittori, editori, revisori, volontari e organizzatori che non avevano potuto partecipare alla prima presentazione. Le osservazioni conclusive di Roger Malina supportavano la sua affermazione iniziale: Leonardo rappresenta una rete di villaggi (e non un villaggio globale come aveva profetizzato McLuhan). La comunità di Leonardo è una multinazionale forte, una comunità intergenerazionale, collaborativa, curiosa e creativa che collega a livello transfrontaliero. Malina ha confermato la dedizione di Leonardo nel continuare la sua sfida riguardante i silos accademici attraverso pratiche transdisciplinari.

Il messaggio più significativo di The Convening è stato un finale a sorpresa: “l’annuncio in anteprima” di Malina che Leonardo avrebbe collaborato con l’Arizona State University’s Herberger Institute for Design and the Arts e con la School for the Future of Innovation in Society che amplierà le risorse, la direzione e la programmazione. La sede principale di Leonardo resterà ad Oakland, ma una nuova posizione da direttore esecutivo verrà stabilita e avrà sede alla ASU. Roger Malina resterà il caporedattore di Leonardo. Ulteriori informazioni saranno disponibili nel primo trimestre del 2019, ma il team di Leonardo è entusiasta delle novità. Così, come Roger Malina aveva inizialmente annunciato alla Ars Electronica (e aveva ribadito a The Convening): Leonardo può ancora pianificare il suo centesimo anniversario per il 2068! Ma resta lì la domanda critica riguardo a se il centenario si terrà sulla luna, in collaborazione con il Mexican Space Collective o se si terrà in una grotta verde che ancora deve essere scelta. Quale avrà la meglio? Il luogo più interessante per la prossima generazione che si riunirà per il prossimo anniversario importante, molto probabilmente sarà la priorità per i prossimi 50 anni.


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