Parade Électronique è tornata presso il Teatro Arsenale di Milano e altre importanti location cittadine, con sei concerti di musica elettronica ed elettroacustica tra il 14,15,16 di Ottobre e il prossimo 25 e 26 Novembre. Parade Électronique 2022 nasce in occasione del ventennale della scomparsa di Pietro Grossi – pioniere dell’informatica musicale e dell’arte digitale in Italia. La peculiarità della rassegna è la co-presenza di musiche elettroniche provenienti da aree estetiche e culturali molto diverse: musica elettronica di derivazione colta, improvvisazione con utilizzo dell’elettronica, elettronica legata alla Club Culture, musica acusmatica, ambient music, musica elettronica sperimentale. Caratteristica fondamentale è la particolare attenzione indirizzata alla promozione di giovani musicisti e della parità di genere insieme alla presenza di esecutori affermati in campo internazionale.

All’interno di una programmazione ricchissima, varia e articolata attraverso diverse tipologie di progetti e collaborazioni, abbiamo avuto il piacere di fare due chiacchiere con il suo ideatore e curatore Walter Prati, al contempo egli stesso musicista e compositore, nonchè da moltissimi anni promotore instancabile della diffusione di un certo tipo di cultura musicale sperimentale sia a livello cittadino che nazionale.

Walter Prati

Marco Mancuso: Ciao Walter, buongiorno. Puoi raccontarci come nasce il progetto Parade Electronique, quale l’idea curatoriale portante e secondo quale traiettoria di linguaggi espressivi e ricerche musicali sono stati scelti ospiti e progetti?

Walter Prati: Parade, come del resto tutte le “parate”, hanno lo scopo di mettere in mostra le diverse componenti, le diverse anime che compongono il “titolo”. L’etichetta “musica elettronica” contiene diverse estetiche, anche molto differenti, per finalità, approcci compositivi e metodi di produzioni. Paraded ha l’ambizione di offrire una panoramica che non sia univoca ma che permetta di conoscere le differenti correnti che animano il mondo musicale elettronico

Marco Mancuso: Il programma di Parade Electronique si presenta piuttosto attento al rapporto tra suono e dimensione urbana della città in cui si colloca, Milano nello specifico e alcuni suoi quartieri rappresentativi del cambiamento avvenuto negli ultimi anni. Indicativo in questo senso è il progetto Soundpostcard Bovisa Soundscape con Giuliano Corti, IED Milano e Painè Quadrelli. Ce ne vuoi parlare più nel dettaglio e come pensi che queste dimensioni di racconto sonoro siano importanti per una nuova modalità di esplorazione delle nostre città?

Walter Prati: Nelle ultime edizioni di Parade abbiamo sempre dato uno spazio significativo al rapporto con la città e il suo suono. La nostra associazione si è sempre impegnata nell’indagine tra “suono e luogo” promuovendo incontri, workshop e produzioni di sound scapes. Dal 2020 con Maderna Moderno ( ed al suo Ritratto di Città – opera radiofonica composta insieme a Luciano Berio e Roberto Leydi prodotto alla studio di Fonologia della Rai di Milano nel 1954) abbiamo aperto uno spazio definito all’interno di Parade. Una ulteriore spinta ad approfondire è arrivata dall’opportunità che l’assegnazione di un Bando CARIPLO, applicato insieme all’associazione Threes, ci ha offerto: un contributo biennale per il progetto Visioni e suoni della Città che cambia. Il progetto, conclusosi in ottobre 2022, prevedeva diverse forme di mappatura sonora della Città (soundpostcards.info) e di azioni performative curate da artisti on site specific (ilpianeta.info). Queste attività hanno visto coinvolti l’Università IULM (Marco Maggioli, Monica Morazzoni, Valeria Pecorelli, Massimiliano Fantò), il Conservatorio di Como e IED Milano.

Ginevra Nervi

Marco Mancuso: Tante sono le collaborazioni che hai attivato con Parade Electronique, a partire dalla tua trentennale esperienza e conoscenza nel campo della musica elettronica sperimentale italiana: tra queste mi incuriosisce quella con Tempo Reale e Francesco Giomi nella giornata intitolata Futura Digitalia sull’informatica musicale e l’opera di Pietro Grossi. Puoi parlarcene più nel dettaglio?

Walter Prati: Pietro Grossi è una figura centrale nello sviluppo dell’informatica musicale in Italia, e non solo; gran parte di ciò che oggi è definito “musica elettronica” e riguarda l’uso dei computer deriva anche dalla visonarietà e dall’impegno concerto di Grossi. Benché fondamentale risulta essere poco conosciuto ai musicisti di oggi e questo non è un bene. Così insieme a Francesco Giomi di Tempo Reale, centro con il quale è attiva una collaborazione costante, abbiamo pensato di portare maggior conoscenza sulla “questione Grossi“. L’incontro tenuto il 4 novembre alla Fabbrica del Vapore insieme a Goffredo Haus e Lelio Camilleri lo si potrà riascoltare e vedere sul canale YouTube di MMT Creative Lab a partire dal 25 novembre.

Marco Mancuso: Parliamo della parte concertistica di Parade Electronique, partendo dalle date già svoltesi: come sono andate? Un feedback in merito? Ci farebbe piacere un tuo commento soprattutto sul concerto di Valerio Tricoli al bellissimo Teatro Arsenale e l’esecuzione del pianista Ciro Longobardi di brani di Alvin Curran, Giampietro e Giorgio Bosso a Citylife.

Walter Prati: I concerti di Parade hanno avuto un buon riscontro in termini di pubblico e interesse. Incrociare giovani artisti come Dr. Pyt e artisti affermati come la chitarrista Elena Càsoli (insieme a musiciste più giovani cone Silvia Cignoli e Francesca Naibo) e il pianista Ciro Longobardi. 

Francesca Naibo

Marco Mancuso: Per le ultime date della rassegna del 25 e del 26 Novembre, ce le vuoi introdurre? Nella prima data se coinvolto tu stesso seguito da Ginevra Nervi, mentre nella seconda proporrete il live di STILL & Jermay Michael Gabriel. Due serate molto diverse tra loro per quanto riguardo linguaggi di sperimentazione, intensità, dimensione compositiva…

Walter Prati: La dimensione della canzone elettronica, ad esempio, è molto poco esplorata. Ginevra ha pratica in entrambi i contesti. Portare una giovane artista nella nostra rassegna rafforza l’idea che inizialmente esprimevo cioè la necessità di offrire un panorama “elettronico” il più articolato possibile che possa aiutare a non rimanere imprigionati in schemi estetici che rapidamente cambiano ma che, soprattutto si nutrono l’uno dell’altro. Il 26 abbiamo Simone Trabucchi con un nuovo progetto insieme a  Jermay Michael Gabriel. E’ una dimensione differente sia per esperienza compositiva che per indirizzo estetic. Una novità che vi invito a scoprire insieme a noi.

Valerio Tricoli

Marco Mancuso: Quali sono i piani per il futuro di Parade Electronique? Con MMT Creative Lab siete sempre molto attivi sia a livello locale su Milano che a livello nazionale, un osservatorio quindi attento sulle proposte culturali della città, in rapporto anche al territorio italiano. Come pensi stiano cambiando le dinamiche e i pubblici che le sottendono, nell’ambito soprattutto della proposta musicale, elettronica e di ricerca: Milano in questo senso è sempre stata una città con un panorama piuttosto ricco, che però sembra leggermente inaridito soprattutto nel post pandemia, per motivi molto diversi e complessi di radicale e inesorabile trasformazione della città. Sei d’accordo con coloro che hanno questa percezione o hai un punto di vista differente? E come pensi che Parade Electronique possa collocarsi in questo scenario?

Walter Prati: Gli stereotipi la fanno da padrone chiudendo gli spazi di pensiero e creando novità fittizie a mero scopo commerciale. Troppo spesso si parla di ricerca e radicalità riferendosi, molto semplicemente, a modelli di comportamento musicale solamente irrazionali. Anche quelli sono utili, ma solo beneficio dei chi li pratica; una sorta di autoterapia che, troppo spesso, viene spacciata per arte sonora. In questa confusione generalizzata di suono, immagine e comunicazione diventa difficile distinguere ciò che, veramente, vorremmo ascoltare, vedere o conoscere. Dal mio punto di vista credo che l’unica strada percorribile sia lo studio del passato e la volontà di elaborarlo. L’invenzione o l’idea creativa non nascono dal nulla; nascono da una intuizione costruita sul pensiero che ha bisogno di essere alimentato. Dopo di che anche la coca cola può essere utile per “aiutare” dopo un pasto pesante: ma è la coca cola o l’anidride carbonica del gas? Parade Électronique serve a distinguere la funzione dell’anidride carbonica dalla coca cola simbolo di una della più potenti omologazione nel nostro pianeta. Purtroppo non l’unica.


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