Sono aperte le iscrizioni per la terza edizione del master in Visual Arts for the Digital Age dello IED di Milano, in cui confluiscono profili artistici, profili tecnici specializzati nella produzione di materiale audiovisivo e profili umanistici, al fine di progettare, creare e comunicare eventi e installazioni legati all’arte contemporanea, all’utilizzo delle nuove tecnologie nelle arti performative, all’edutainment.

Partner didattici del corso sono gli studi KarmachinaAUT Design Collective Studio Azzurro, tra le realtà più accreditate nell’ambito delle progettazioni visual multimediali. A seconda delle attitudini e degli interessi personali e della formazione pregressa, gli studenti sviluppano la capacità di gestione globale di un progetto complesso, specializzandosi nei ruoli di Visual Artist, Visual e Interaction Designer, Art Director, Project Manager.

Rivolto a studenti laureati in discipline artistiche, umanistiche e di design, interessati al mondo delle arti performative, delle installazioni interattive, dell’arte digitale e pubblica è diretto da Martin Romeo, che abbiamo avuto il piacere di intervistare per parlare degli scopi e della natura del Master.

Marco Mancuso: Come è nato il master e quali sono i suoi obiettivi primari?

Martin Romeo: Il Master in Visual Arts for the Digital Age nasce dalla volontà di offrire un percorso professionalizzante sulle nuove tecnologie a Milano che completi artisti e strutturi giovani laureati nei settori dell’Arte Digitale. Il Master mette a disposizione la sua fitta rete di realtà e partner e le principali tecnologie impiegati oggi sul mercato, dall’Experience Reality al Digital Market, impiegando più strumenti  contemporaneamente come il Gaming, l’Interaction e il Visual/Sound Design. L’obiettivo del corso è trovare il giusto spazio per ogni partecipante nel mondo del lavoro multimediale.

Marco Mancuso: Quale è il tuo percorso e quale contributo stai portando al percorso di formazione e direzione del master?

Martin Romeo: Sono un artista visivo e lavoro trasversalmente tra i diversi media: realtà virtuale/aumentata, installazioni interattive e performance multimediali, stampa 3D, ecc. Mi interessa sperimentare con la tecnologia, che rappresenta lo strumento contemporaneo, per scoprire i confini e sconfinare in aree ancora fertili dove la creatività ha ancora un grande potenziale. In tal senso, la mia direzione del Master vuole aiutare a trovare nello  studente il giusto canale di espressione e comunicazione per un’idea, un contenuto, un messaggio. Lavoriamo molto sulle Soft/Hard Skill di ogni studente durante l’anno Accademico per collaborare con loro anziché fornire esclusivamente delle nozioni e applicarle.

Marco Mancuso: Come avete lavorato nell’ottica di coinvolgere specifici studi di design come docenti o partner, quali sono le loro caratteristiche che vi interessano?

Martin Romeo: I nostri docenti sono professionisti che lavorano nell’ambito dell’arte digitale in modo ampio dalla curatela all’allestimento, dalla direzione artistica all’esecuzione del progetto. Le figure coinvolte nella proposta formativa mirano a completare uno studente sul contemporaneo con la modalità del Learning by Doing ovvero un approccio pragmatico e una visione da Maker sulla tecnologia. I docenti e partner sono tra i più accreditati sul panorama locale e internazionale parliamo per esempio, per citarne alcuni, del Collettivo Studio Azzurro, Roberta Tenconi – Curatrice  HangarBicocca, lo Studio Karmachina, Iolanda Ratti – Conservatrice del Museo del 900 e altri ancora. È possibile visionare e scaricare la brochure del corso al seguente link.

Marco Mancuso: Che tipi di insegnamenti caratterizzano il master? Puoi farmi un esempio di percorso formativo che si può ricevere?

Martin Romeo: In particolare tre laboratori accompagnano l’anno nella realizzazione di tre progetti principali che hanno un solido e profondo lavoro grazie alla trasversalità del Master che dialoga e coopera con gli altri corsi al fine di ultimare questi macro progetti. Sicuramente infoltire il portfolio è una strategia vincente ma anche mettersi alla prova su più fronti per individuare la propria posizione aiuta molto. Infatti, è possibile lavorare in gruppo oppure individualmente alternando ruoli quali; Art Director, Project Manager, Visual/Sound Artist, Interaction Designer, ecc., alimentando contenuti ed estetiche capaci di essere avvincenti sul mercato che oggi più che mai prevede un forte investimento dall’EU proprio verso questo campo d’interesse.

Marco Mancuso: Quali sono secondo te gli insegnamenti (teorici o pratici) più importanti per muoversi oggi nel mercato e nella produzione della new media art?

Martin Romeo: Avere una conoscenza allargata. All’interno del percorso offriamo delle attività di tutoraggio per il personal branding con l’accompagnamento di diversi metodi per “vendere” un’idea come il Design Thinking. I partecipanti si formano non solo tra gli spazi IED ma affrontano problematiche e temi attuali grazie alle opportunità di stage con in principali studi come Quayola Studio, None Collective, Fuse* Factory e molti altri.

Marco Mancuso: Raccontami un progetto rappresentativo del master.

Martin Romeo: Nella seconda Edizione del Master gli studenti hanno curato l’allestimento multimediale di Capitani Coraggiosi. L’avventura umana della scoperta (1906 – 1990), presso il MUDEC – Museo delle Culture per celebrare il Novecento Italiano. Insieme allo studio di visual design Karmachina, e in collaborazione con il Light Designer Angelo Linzalata e l’Interior Designer Marina Cinciripini, hanno valorizzato e reso fruibile il progetto grazie ad un’esposizione scenografica, in equilibrio tra il visivo ed il sonoro. Gli studenti coinvolti hanno potuto vivere l’intero percorso di realizzazione della mostra, dal progetto all’allestimento, fino alla messa in opera. In particolare, si sono occupati del sound, della modellazione 3D e dell’evoluzione digital del progetto espositivo. Con l’intento di rendere fruibile sempre e da chiunque la mostra, che tratta grandi traguardi raggiunti nel ‘900 in vari campi d’esplorazione della Terra e non solo, gli studenti hanno progettato un ambiente 3D visitabile tramite VR (Virtual Reality) e hanno implementato con la tecnologia AR (Augmented Reality) i vari reperti esposti. Gli studenti hanno quindi di fatto creato un modello di virtual exhibition, Timeless Experience, potenzialmente applicabile ad ogni mostra. Guarda qui l’intervista agli studenti.

Marco Mancuso: Quali obiettivi ti sei posto con la tua direzione, relativamente ai risultati che potrebbero ottenere gli studenti che lo frequentano.

Martin Romeo: Mi piacerebbe formare dei ragazzi pronti ad accogliere ogni proposta e sfida del mondo del lavoro digitale. Gli studenti che si iscrivono a questo Master di 1° livello arrivano da diversi percorsi di laurea e quindi hanno un background molto differente. Questo da una parte permette di avere grandi risultati nei gruppi di lavoro e dall’altro permette di seguirli individualmente per aiutarli a focalizzare le loro passioni e valorizzare le loro idee. Sicuramente ho impostato un Master molto pratico che dia quello che cerca un giovane artista in modo diretto e con risultati immediati.