Nel cuore di Braga, una delle più antiche città nel nord del Portogallo, sorge un istituto chiamato INL – International Iberian Nanotechnology Laboratory, uno dei centri di ricerca più avanzati al mondo nel campo della nanoscienza. Oltre allo sviluppo di nanostrutture e materiali personalizzati e all’analisi della struttura chimica della materia con microscopi elettronici all’avanguardia, il laboratorio gestisce anche una residenza per artisti in collaborazione con GNRation – un polo creativo che mira alla promozione e alla diffusione dell’arte digitale e a coltivare lo stimolante dialogo tra arte e scienza.

Il nome del progetto è Scale Travels e si propone di produrre nuove opere d’arte che riflettano sugli ultimissimi sviluppi della ricerca del laboratorio. Ryoichi Kurokawa, pionieristico artista audiovisivo giapponese e professionista dei viaggi di scala, è stato l’ultimo protagonista del programma, e ha creato un’opera in grado di far provare alle persone che cosa significa fare esperienza della natura su scala atomica.

ad/ab Atom prende il nome dal prefisso latino ad-ab (che significa “verso” – “lontano da”) ed è, in particolare, il ricombinante del neologismo “adatom/abatom” che indica il punto in cui le leggi che governano la natura diventano indefinite. L’opera consiste in una “installazione elettroscopica in stile scultoreo”– come definita dallo stesso Kurokawa – una serie di schermi a 7/5 canali e multi-sound 4ch con proiezioni in loop da 8 minuti, che converte dati e materiali scientifici provenienti dal Department of Quantum Materials, Science and Technology/QuantaLab dell’istituto INL in ipnotici fenomeni audiovisivi.

Fra tutte le tecnologie all’avanguardia utilizzate nel laboratorio, Kurokawa ha preso in considerazione per lo più dati visivi provenienti da sonde a scansione elettronica e computazionali, ma anche modelli matematici, analizzandoli, distorcendoli, scomponendoli e ricostruendoli sulla superficie spiraliforme dei suoi schermi HD.

Maestro degli universi sinestetici immersivi, dove le immagini vengono percepite come suoni e i suoni come strutture architettoniche, Kurokawa continua a mettere alla prova lo spettro dei sensi umani attraverso tecnologie visive all’avanguardia e strutture generate al computer. Più di recente, l’artista ha fatto parlare di sé per aver dispiegato l’universo con l’opera unfold, il risultato di un’altra felice collaborazione tra artista e scienziato, questa volta con l’astrofisico del CEA-Irfu Vincent Minier.

Combinando dati provenienti dalle nubi molecolari presenti nello spazio e tecnologia audiovisiva, quest’opera affronta questioni come la nascita e l’evoluzione delle stelle e del sistema solare. Dopo queste due intense esperienze, Kurokawa ha gentilmente accettato di rispondere alle mie domande e in men che non si dica ci siamo ritrovati a parlare dell’infinitamente piccolo, della magia della natura e del delicato equilibrio tra arte e tecnologia.

Federica Fontana: Dici sempre che la natura gioca un ruolo fondamentale nelle tue opere e se penso ai tuoi ultimi lavori mi verrebbe da dire che sei passato dallo “spiegare l’universo” di unfold al “percepire l’atomo”attuale. Consideri la nanoscienza e la collaborazione con l’INL come un modo per ricollegarti alla natura su una scala diversa e atomica?

Ryoichi Kurokawa: Concepisco per lo più l’idea di opera d’arte dalla natura. Le leggi fisiche naturali sono un elemento importante e diventano l’ispirazione per le mie opere. Sento di trattare le leggi fisiche esattamente come la natura stessa. Nonostante le leggi della natura siano governate dalla meccanica quantistica, ho lavorato allo stesso modo in cui dati fisici e fenomeni naturali sarebbero stati trattati in altri campi. unfold si concentrava sulla formazione delle stelle, mentre per ad/ab Atom la scala è opposta. Per me è stata una grande opportunità poter trattare materiali micro e macro scientifici per creare opere diverse.

 Federica Fontana: In una video intervista per GNRation hai affermato che ad/ab Atom non cerca di spiegare la nanoscienza ma piuttosto di introdurre il pubblico ad essa. Che tipo di contributo pensi che le tue opere – sto pensando sempre ad unfold – diano alla scienza? E al contrario: cosa può aggiungere questo rapporto con la scienza alla tua ricerca audiovisiva? Che obiettivo vuoi raggiungere creando questo tipo di connessioni?

Ryoichi Kurokawa: Quello che faccio è restare all’interno del campo dell’arte, non nella scienza e nemmeno nell’arte-scienza come nuova disciplina. Per creare un’opera d’arte utilizzo materiali scientifici e lavoro con degli scienziati. Inoltre, distorco le fonti scientifiche, quindi non credo che le mie opere possano dare contributi alla scienza in modo diretto, le considero più che altro come una via d’accesso per il pubblico. In generale, non soltanto per questi lavori, ho usato informazioni scientifiche, penso che sarebbe fantastico se le mie opere facessero riflettere a fondo i visitatori o fossero un’ispirazione per loro. Alcuni scienziati sono interessati a questi rendering artistici: sarebbe bellissimo se queste opere potessero dare una prospettiva diversa anche agli scienziati.

Federica Fontana: I tuoi ultimi due lavori ti hanno portato ad indirizzarti e a relazionarti con diversi campi della scienza, in ad/ab Atom è la nanoscienza mentre in unfold era l’astrofisica… Dovremmo forse considerare queste collaborazioni scientifiche come una nuova direzione delle tue ricerche?

Ryoichi Kurokawa: Non la considero propriamente una nuova direzione, ma continuerò comunque a lavorare con diversi campi scientifici perché collaborare con gli scienziati è molto stimolante.

Federica Fontana: Come Oscillating continuum e Constrained Surface, anche l’installazione ad/ab Atom si basa su una disposizione atipica dei monitor, questa volta a spirale. Questo dell’orientamento dei pannelli è un aspetto a cui tieni molto, qual è l’effetto che vuoi raggiungere?

 Ryoichi Kurokawa: Per quanto riguarda la posizione degli schermi sto cercando di staccarmi dalle tecniche convenzionali e di trovare nuove possibilità all’interno dei confini di una cornice e di ottenere effetti anche all’esterno della stessa. Non rifiuto la convenzione, sto solo proponendo delle alternative. Ogni lavoro ha una propria concezione strutturale ed è stato progettato con un design efficace in relazione al proprio contenuto visivo. Per ad/ab Atom ho introdotto la struttura del campo vettoriale che ha un effetto rotatorio.

Federica Fontana: Hai affermato che il tuo intento non è quello di creare un’arte sulla tecnologia, ma che la tecnologia è solo un mezzo. Basandoti sulla tua esperienza, qual è il punto in cui la tecnologia scalvalca l’opera? Come si può evitarlo?

Ryoichi Kurokawa: La tecnologia potenzia non solo la creazione, ma anche la percezione dell’arte, offre un sacco di possibilità in campo artistico. La tecnologia ha un ruolo veramente importante nel mio lavoro, ma la considero solo come uno strumento al servizio delle mie opere. Cerco sempre di evitare di offrire semplicemente una dimostrazione delle potenzialità della tecnologia e cerco di evitare di produrre opere superficiali che si limitino ad avere un impatto solo per l’utilizzo che fanno della tecnologia.

Federica Fontana: Con unfold hai avuto a che fare, proprio come gli scienziati, con due tipologie diverse di dati scientifici e la tua intenzione era quella di ridurli ad unità e analizzarli punto per punto. ad/ab Atom risponde allo stesso bisogno?

Ryoichi Kurokawa: Anche se la dimensione del progetto è opposta, il metodo di lavoro e i procedimenti sono simili. Per il calcolo scientifico e la realizzazione di modelli matematici gli scienziati dell’INL lavorano con linguaggi di programmazione come Python e Fortan: io ho esportato i dati più utili dei loro codici e li ho portati nel mio ambiente di lavoro, diversi linguaggi come il C++ per esempio. Questo metodo di lavoro è simile al processo di creazione di unfold, svolto in collaborazione con il CEA di Parigi-Saclay.

Anche per ad/ab Atom ho utilizzato molti dati tratti da immagini registrate e rilevate da microscopi elettronici o scansioni di sonde. Perciò la tipologia di materiale scientifico disponibile è la stessa, in un certo senso. Queste fonti sono state poi analizzate, filtrate e distorte fino ad arrivare ad una loro interpretazione artistica. La prossima volta sarebbe interessante focalizzarsi solo su materiali di fisica teorica o sperimentale, non su entrambi.

Federica Fontana: Macro scala – micro scala: le tue opere oscillano costantemente tra queste due dimensioni, c’è un formato che è particolarmente stimolante per te? Il passaggio da una dimensione all’altra deriva naturalmente dallo spazio a disposizione?

 Ryoichi Kurokawa: Non c’è alcun formato specifico, ogni scala e ogni spazio hanno le proprie caratteristiche. Nel caso di lavori commissionati riesco a progettare in modo più semplice la struttura dell’opera perché ho la possibilità di sapere in anticipo i dettagli dello spazio che ho a disposizione. Ma in sostanza per prima cosa stabilisco una specifica scala in relazione allo spazio e poi inizio a progettare l’opera trattandola come una somma di elementi scalabili.

Federica Fontana: Parlaci del suono in questa tua nuova installazione. Sei abituato a lavorare con strutture generate al computer ma qui le strutture sono già date: come si è svolto il processo sonificazione in questo caso?

Ryoichi Kurokawa: Per il sonoro di ad/ab Atom non ho realizzato nessuna sonificazione, semplicemente l’ho composto in modo arbitrario con del materiale sonoro generato esclusivamente dal computer in isolamento dai dati, focalizzandomi sull’utilizzo di fonti scientifiche per tutte le componenti visive.

Federica Fontana: Il lavoro dei nanoscienziati consiste sostanzialmente nel rendere visibile ciò che naturalmente non lo è; anche tu, come loro, stai tentando di andare al di là dei limiti fisici della percezione e di rendere percettibile l’impercettibile. In un certo senso sembra essere questo il collegamento principale tra il tuo lavoro e quello degli scienziati, cosa ne pensi?

Ryoichi Kurokawa: Il mio metodo di lavoro non è sempre questo, tuttavia in alcuni casi l’operazione potrebbe essere simile, anche se i suoi scopi e i suoi effetti sono diversi.


http://www.ryoichikurokawa.com/

http://www.gnration.pt/

http://inl.int/organisation/