ARKO Art Center – Seoul
24 / 02 / 2022 – 24 / 04 / 2022

Di recente, ci si imbatte spesso in parole composte che contengono la parola “mobilità”, come ad esempio “mobilità ecosostenibile”, “mobilità condivisa”, “mobilità intelligente” e altri. Inoltre, dal momento che la pandemia ha ostacolato i viaggi e vi è un interesse in costante crescita verso una movibilità sicura ed efficiente, la parola mobilità, insieme ad altri termini diversi, permette di prevedere la comparsa di una tecnologia che si è sempre sognata. Perciò, non è un’esagerazione dire che la mobilità è diventata la parola chiave dell’anno 2022. 

Dunque, qual è il significato della parola “mobilità” che può essere combinata in modo versatile con altri termini? I dizionari mostrano una vasta serie di definizioni della parola, come ad esempio “movibilità” e “fluidità”. La mobilità è diventata importante perché le persone adesso prestano più attenzione all’azione di spostarsi da un luogo a un altro.

Riflettendoci, spostarsi durante la vita pre-pandemia non richiedeva consapevolezza ed era quindi dato per scontato. Tuttavia, come dichiara l’articolo 13.1 della Dichiarazione universale dei diritti umani, “ogni individuo ha diritto alla libertà di movimento e di residenza entro i confini di ogni Stato,” la mobilità è un gesto fondamentale e un diritto di tutte le forme di vita da portare avanti. Di conseguenza, gli esseri umani hanno ampliato il raggio dei loro spostamenti e sono passati dal viaggiare usando animali come mucche e cavalli all’usare carri, biciclette, auto, treni e aerei e hanno sviluppato la loro storia. 

Tuttavia, la mostra To you: Move Toward Where You Are non intende discutere del futuro della mobilità in termini di mezzo di trasporto e delle sue possibilità tecnologiche. Semplicemente la mostra riconosce che lo spostamento, inteso come atto indipendente, può essere, di fatto, molto regolamentato. Esaminando la società e gli aspetti dell’esperienza che sono stati modificati dalle restrizioni, la mostra spera di mettere in discussione se tutti gli individui vengono trattati allo stesso modo nell’ambito della mobilità.   

Dal momento che i viaggi su suolo nazionale e internazionale, come anche quelli in periferia, sono ridotti e sconsigliati e diverse attività economiche sono in diminuzione, stanno avendo successo i voli senza atterraggio comprensivi di shopping duty-free. Oggi è facile perdersi senza navigatore e i servizi di consegna basati sull’intelligenza artificiale permettono di ricevere a casa cibo fresco già la mattina presto. E nei ristoranti sono i robot a servire ai tavoli al posto delle persone. I soggetti della produzione, quali fattorie e fabbriche, ora sono considerati “strutture detestabili” e vengono confinati alle periferie delle città, piegandosi, così, alla logica dello sviluppo. I politici stanno introducendo diverse norme per costruire città con una mobilità caratterizzata da tecnologie all’avanguardia. Tuttavia, gli invalidi continuano a lottare per la loro libertà di movimento nelle metropolitane. 

Con un’allusione alle peculiarità delle circostanze sopraindicate, la mostra intitolata Move Toward Where You Are pone il quesito su come gli spostamenti di ogni cosa, compresi gli esseri umani, modificano la struttura della società e la solidarietà. Perciò, To you: Move Toward Where You Are analizza l’epoca attuale, in cui la mobilità, considerata in passato pienamente accessibile a tutti, è strumento di potere, esclusione e capitale sociale. Allo stesso tempo, l’esposizione esamina gli aspetti multilaterali della mobilità di oggi e del suo funzionamento. In un’era in cui tornare alla normalità sembra quasi impossibile, la questione degli spostamenti rimarrà un pensiero fisso. 

Gli otto artisti (team di artisti) nella mostra esprimono preoccupazioni riguardo la mobilità, tratte da esperienze vissute in prima persona. Queste interessano chi deve spostarsi in centro città (nelle aree metropolitane) o chi viene dimenticato; il modo in cui il lavoro su piattaforma, che dall’inizio della pandemia è stato oggetto di una maggiore attenzione, si serve del corpo di altri e dell’utilizzo di servizi; immagini che ribaltano il sistema del web, apparse in alternativa ad attività offline che, in verità, sono piuttosto inadeguate, e che riflettono sullo scontro tra sistemi sensoriali; il modo di capovolgere la condizione della mobilità per cui le minoranze sociali vengono sottovalutate.  

To you: Move toward Where You Are mira ad essere una guida per la condivisione dei vari punti e problemi riguardo agli spostamenti che non sono ancora stati toccati. Inoltre, la mostra aiuterà a chiedersi e prefigurarsi che cosa può significare il proprio spostamento e la propria direzione all’interno della galleria.


http://www.arko.or.kr/artcenterDi recente, ci si imbatte spesso in parole composte che contengono la parola “mobilità”, come ad esempio “mobilità ecosostenibile”, “mobilità condivisa”, “mobilità intelligente” e altri. Inoltre, dal momento che la pandemia ha ostacolato i viaggi e vi è un interesse in costante crescita verso una movibilità sicura ed efficiente, la parola mobilità, insieme ad altri termini diversi, permette di prevedere la comparsa di una tecnologia che si è sempre sognata. Perciò, non è un’esagerazione dire che la mobilità è diventata la parola chiave dell’anno 2022. 

Dunque, qual è il significato della parola “mobilità” che può essere combinata in modo versatile con altri termini? I dizionari mostrano una vasta serie di definizioni della parola, come ad esempio “movibilità” e “fluidità”. La mobilità è diventata importante perché le persone adesso prestano più attenzione all’azione di spostarsi da un luogo a un altro.

Riflettendoci, spostarsi durante la vita pre-pandemia non richiedeva consapevolezza ed era quindi dato per scontato. Tuttavia, come dichiara l’articolo 13.1 della Dichiarazione universale dei diritti umani, “ogni individuo ha diritto alla libertà di movimento e di residenza entro i confini di ogni Stato,” la mobilità è un gesto fondamentale e un diritto di tutte le forme di vita da portare avanti. Di conseguenza, gli esseri umani hanno ampliato il raggio dei loro spostamenti e sono passati dal viaggiare usando animali come mucche e cavalli all’usare carri, biciclette, auto, treni e aerei e hanno sviluppato la loro storia. 

Tuttavia, la mostra To you: Move Toward Where You Are non intende discutere del futuro della mobilità in termini di mezzo di trasporto e delle sue possibilità tecnologiche. Semplicemente la mostra riconosce che lo spostamento, inteso come atto indipendente, può essere, di fatto, molto regolamentato. Esaminando la società e gli aspetti dell’esperienza che sono stati modificati dalle restrizioni, la mostra spera di mettere in discussione se tutti gli individui vengono trattati allo stesso modo nell’ambito della mobilità.   

Dal momento che i viaggi su suolo nazionale e internazionale, come anche quelli in periferia, sono ridotti e sconsigliati e diverse attività economiche sono in diminuzione, stanno avendo successo i voli senza atterraggio comprensivi di shopping duty-free. Oggi è facile perdersi senza navigatore e i servizi di consegna basati sull’intelligenza artificiale permettono di ricevere a casa cibo fresco già la mattina presto. E nei ristoranti sono i robot a servire ai tavoli al posto delle persone. I soggetti della produzione, quali fattorie e fabbriche, ora sono considerati “strutture detestabili” e vengono confinati alle periferie delle città, piegandosi, così, alla logica dello sviluppo. I politici stanno introducendo diverse norme per costruire città con una mobilità caratterizzata da tecnologie all’avanguardia. Tuttavia, gli invalidi continuano a lottare per la loro libertà di movimento nelle metropolitane. 

Con un’allusione alle peculiarità delle circostanze sopraindicate, la mostra intitolata Move Toward Where You Are pone il quesito su come gli spostamenti di ogni cosa, compresi gli esseri umani, modificano la struttura della società e la solidarietà. Perciò, To you: Move Toward Where You Are analizza l’epoca attuale, in cui la mobilità, considerata in passato pienamente accessibile a tutti, è strumento di potere, esclusione e capitale sociale. Allo stesso tempo, l’esposizione esamina gli aspetti multilaterali della mobilità di oggi e del suo funzionamento. In un’era in cui tornare alla normalità sembra quasi impossibile, la questione degli spostamenti rimarrà un pensiero fisso. 

Gli otto artisti (team di artisti) nella mostra esprimono preoccupazioni riguardo la mobilità, tratte da esperienze vissute in prima persona. Queste interessano chi deve spostarsi in centro città (nelle aree metropolitane) o chi viene dimenticato; il modo in cui il lavoro su piattaforma, che dall’inizio della pandemia è stato oggetto di una maggiore attenzione, si serve del corpo di altri e dell’utilizzo di servizi; immagini che ribaltano il sistema del web, apparse in alternativa ad attività offline che, in verità, sono piuttosto inadeguate, e che riflettono sullo scontro tra sistemi sensoriali; il modo di capovolgere la condizione della mobilità per cui le minoranze sociali vengono sottovalutate.  

To you: Move toward Where You Are mira ad essere una guida per la condivisione dei vari punti e problemi riguardo agli spostamenti che non sono ancora stati toccati. Inoltre, la mostra aiuterà a chiedersi e prefigurarsi che cosa può significare il proprio spostamento e la propria direzione all’interno della galleria.


http://www.arko.or.kr/artcenter