Pedion Areos park - Athens
23 / 05 / 2022 – 10 / 07 / 2022

Ad un anno di distanza dalla mostra You and AI, Onassis Stegi ritorna al parco Pedion Areos con Plásmata: Bodies, Dreams and Data. Questa volta la mostra esplora il corpo: nostro o altrui, individuo o collettivo, umano o non umano, o addirittura planetario. La tecnologia digitale inizia sia ad addentrarsi nel corpo umano, che a estendersi oltre i limiti.

Noi viviamo, percepiamo, ci muoviamo, pensiamo, sentiamo ed esploriamo il mondo con e attraverso il nostro corpo. Ogni cella, organo, tessuto e ciascun componente che fa parte del nostro corpo e del complesso organismo umano ci permette di esistere e sopravvivere. Vivere, respirare, amare, creare, esprimerci e protestare. È attraverso il nostro corpo che percorriamo la nostra vita, desideriamo, produciamo e cambiamo, lasciamo un segno sul mondo. Ma possiamo anche essere giudicati, identificati culturalmente, stereotipati o classificati mentre i nostri corpi sono esposti al mondo.

In un periodo in cui la tecnologia non è solamente diffusa nella società, ma anche nel nostro corpo, è impossibile immaginare il mondo senza gli interventi o i sistemi che hanno esaudito il desiderio umano di migliorare, potenziare, avanzare e innovare. La tecnologia ha cambiato col tempo il modo in cui ci comportiamo, lavoriamo, viviamo, interagiamo e amiamo. Ha cambiato la maniera in cui ci vediamo e come ci vedono gli altri. E in un’era di connettività ubiqua, con mondi fisici e virtuali che si fondono con crescente rapidità, è chiaro che siamo già nel processo di creare una società dove le nostre vite sono interamente avviluppate nei sistemi tecnologici.

Allo stesso tempo, stiamo vedendo l’impatto di questi sistemi sul corpo e sulle condizioni umane: dalla dimostrazione tramite mondi digitali di come ci confrontiamo dinanzi alle aspettative della società, e del modo in cui il corpo è costantemente sorvegliato e regolato; per non parlare ovviamente della riproduzione di pregiudizi e ingiustizie, così come molestie, odio e disinformazione. I corpi sono oggettivati, misurati, monitorati, analizzati, classificati, quantificati, manipolati, maltrattati; possono anche essere soggetti ad abuso, violenza e aggressione.

Stiamo costruendo dei mondi nei quali certi corpi possiedono più valore degli altri, o dove i corpi sono assenti, nascosti, o definiti attraverso dicotomie. Dove gli stereotipi sono intensificati e amplificati. Mondi, fisici e virtuali, che sono costruiti sul e per il consumismo, gli interessi commerciali e il controllo sociale. Mentre noi creavamo la tecnologia, la tecnologia ricreava a sua volta noi. Stiamo già sperimentando mondi oltre i confini dello spazio fisico: e se fosse possibile re-immaginare, modellare e abitare in degli spazi ibridi, sintetici, in modalità che superino il consumismo, lo sfruttamento e la finanziarizzazione? Se ci aprissimo invece a una vasta gamma di prospettive, all’interconnettività e a nuove modalità di espressione? E se la realtà virtuale e aumentata potessero riportarci “coi piedi per terra”, invece di diventare spazi di fantasia in cui prendere rifugio dalla realtà?

Attraverso una serie di viaggi curati che si diramano dal Pedion tou Areos, il parco pubblico più grande di Atene, Plásmata ci invita ad osservare come la tecnologia ci sta rimodellando, influendo e incidendo sul nostro corpo e sulla nostra identità per immaginare nuove terre, connessioni, e luoghi di co-esistenza. Il “plásmata” delle opere d’arte nel Pedion tou Areos ci permette di scorgere una vita vissuta come il mescolarsi di materiale e immateriale, organico e meccanico, una fusione fra umano e non-umano, fisico e sociale.


https://www.onassis.org/whats-on/plasmata