ZKM | Center for Art and Media – Karlsruhe, Deutschland
28 / 02 / 2022 – 15 / 05 / 2022

Con l’apertura a febbraio dell’Esch2022 nell’anno della Capitale europea della cultura, chi visita il Möllerei (Esch Belval, Lussemburgo) avrà l’opportunità di ammirare la trasformazione della cultura industriale materiale in uno spazio versatile per l’arte multimediale.

Come parte dell’iniziativa della Capitale europea della cultura 2022, lo ZKM è stato invitato da Esch2022 a progettare una mostra che rappresenti una nuova visione del ventunesimo secolo all’interno di un edificio industriale del ventesimo secolo, rendendo così tangibili i cambiamenti d’identità. Il luogo, il “Möllerei”, è un ex-magazzino riconvertito in Esch Belval, un tempo impiegato come deposito di materie prime per la produzione di ghisa negli altoforni vicini.

Dove una volta la Minette, il minerale di ferro della regione, veniva trasportata tramite nastri, binari e una gigantesca rampa, adesso invece a scorrere sono solo immagini prive di peso generate digitalmente. Dove prima l’aria era pregna di nubi di polvere di minerali, adesso è permeata dalle onde sonore di musica elettronica.

Sotto il titolo “Hacking Identity – Dancing Diversity”, sono state installate all’interno dell’edificio storico 28 opere d’arte contemporanea sviluppate da artisti multimediali di successo. Installazioni video, proiezioni su schermi di larga scala, opere partecipative, e sculture visualizzano i fenomeni relativi alla dissoluzione, trasformazione e duplicazione dell’identità. Sui tre piani del Möllerei, i visitatori potranno incontrare doppelgänger, avatar, figure iconiche dal mondo videoludico, bizzarre creature fantascientifiche e immagini specchiate sorprendentemente ambigue.

Gli artisti invitati impiegano strategie per commentare ed estraniare, mettendo così in discussione le norme culturali di identità etnica, sociale e di genere; pur formalmente diverse fra loro, le opere incorporano tutte l’hacking come pratica artistica. Derivato originariamente dalla tecnologia informatica, questo termine possiede ora una connotazione positiva nella cultura digitale di massa, e si riferisce ai metodi creativi per superare le restrizioni d’uso. Applicandolo al potere della definizione e alle norme culturali, l’hacking descrive anche forme sperimentali di azione per il cambiamento. Poiché le realtà sociali e ideali a cui aspirare riflettono nello specifico i messaggi codificati dai produttori di media, gli artisti partecipanti all’evento esplorano l’influenza nei processi di identificazione – andando dal culto della personalità all’emancipazione, dall’imitazione all’ironia.

“Diversità” è una parola chiave nei dibattiti sociali odierni circa la rappresentazione, la partecipazione e il riconoscimento delle minoranze. Interessi diversi e voci multiple, tuttavia, possono venir ridotte in linee inflessibili di confronto politico identitario. Premettendo da un punto di vista umanistico che la diversità (dal latino diversitas, differenza, contraddizione, varietà) è il catalizzatore essenziale per uno sviluppo culturale attivo, “Dancing Diversity” apre uno spazio adibito all’immaginazione poetica. Si scoprono le dinamiche di egemonia attraverso processi di appropriazione di quanto emerge ora e quanto ci ha preceduto, la combinazione dei propri sforzi con quelli altrui. La metafora della danza illustra l’interazione fra forme individuali e istituzionali di coesione sociale.

In questa mostra in cui la responsabilità di apertura democratica e una spinta motivazionale per agire sono rappresentate dall’arte multimediale, il Möllerei si presenta come spazio per nuove idee sulla comunità europea e su un interculturalismo riuscito.


https://zkm.de/en/exhibition/2022/02/hacking-identity-dancing-diversity