Taipei Fine Arts Museum - Taipei, Taiwan
18 / 09 / 2021 – 19 / 12 / 2021

Il Museo delle Belle Arti di Taipei presenta la terza edizione del suo progetto curatoriale, Affect Machine: Self-healing in the Post-Capitalist Era. Curata da Yu-Chieh Li e Gladys Lin, la mostra si svolgerà dal 18 settembre al 19 dicembre. Prendendo come punto di partenza la “storia dell’arte affettiva”, il gruppo curatoriale concepisce la mostra come un insieme di macchine curative. La mostra presenterà sette artisti e collettivi artistici di Taiwan e d’oltreoceano, tra cui Rebecca Horn, Chen Hui-Chiao, Chen Chen Yu, Cam Xanh (Tran Thanh Ha), John Akomfrah, Olafur Eliasson, e Chu Hao Pei + Lee Chang Ming. Sfruttando installazioni immersive, linguaggi poetici e pratiche performative, gli artisti creeranno uno spazio di autoregolamentazione o rilascio emotivo nell’era post-pandemica.

L’era post-capitalista: “affective art” e “machine art”

Nell’era post-capitalista, tutti i settori vanno incontro alla sovrapproduzione. Di fronte agli eventi mediatici e all’esplosione dell’informazione, ci si allontana sempre più dai nostri sentimenti, perdendo ogni connessione con il mondo. Le incertezze generano perturbazioni percettive e persino l’ansia di una crisi imminente. In questa mostra, concetti apparentemente opposti come “affetto” e “macchina” coesistono e si affermano reciprocamente attraverso diversi meccanismi e codici, proponendo uno stato di tensione e rilassamento in costante fluttuazione tra noi e l’ambiente.

Secondo il co-curatore Yu-Chieh Li, le opere presenti in questa mostra esprimono “affetto” a diversi livelli. In primo luogo, una varietà di installazioni multimediali evocheranno emozioni, creando un percorso in grado di innescare percezioni affettive, oltre ad allenare e sanare gli organi sensoriali e ad affrontare la propria fragilità. In secondo luogo, gli artisti adotteranno un approccio più calmo e distaccato per rappresentare traumi, dolore, fatica, perdita e relazioni con la natura, generando così una sorta di “storia dell’arte affettiva”. Attraverso esperienze tattili, suoni e modi alternativi di vedere la realtà, le loro pratiche creano registri affettivi che entrano in sintonia con le attività mentali del pubblico.

Le “macchine” di questa mostra rappresentano svariati meccanismi di flussi affettivi, connessioni tra specie differenti – anche tra esseri umani e intelligenza artificiale – e dialoghi affettivi attraverso tempi e spazi diversi. All’inizio della transizione dalla post-industrializzazione al post-modernismo, le macchine sono state viste come capaci di generare e distruggere l’umanità, mentre creavano una serie di chimere e spettacoli. Gli attuali fenomeni digitali stanno progressivamente compenetrando nelle nostre vite, confondendo i confini tra corpi e macchine, supportando e migliorando le varie esperienze sensoriali e cognitive che ci appartengono.

Uno sguardo alla storia dell’arte affettiva

Incentrata sull’esplorazione del sentimento, questa mostra propone otto serie di performance e arte digitale, due delle quali sono nuove commissioni. Guardando indietro alla storia dell'”affetto” nell’arte dagli anni Settanta, dalla body art alle installazioni multimediali, la mostra sperimenta una varietà di approcci per esplorare la risonanza tra il corpo e l’ambiente, così come forme di espressioni poetiche o teatrali che stimolano riverberi emotivi nel pubblico per liberare l’ansia e introdurre uno stato di contemplazione più cerebrale e controllato, ripristinando così l’equilibrio sensoriale.

Il tema di “Affect Machine” si divide in tre traiettorie contemplative: La prima è la comunicazione che avviene tra il corpo e l’ambiente attraverso vari media prima che le emozioni siano generate; la seconda è l’ansia della società post-capitalista, trasformata in linguaggi poetici o teatrali; e la terza è la cultura popolare fuori dal periodo capitalista, come i sogni, la divinazione e le religioni. Queste traiettorie hanno lo scopo di liberare i sentimenti che entrano in risonanza con l’ambiente.

Un simposio online organizzato in concomitanza con la mostra si terrà alle ore 15 del 25 settembre (sabato), e sarà incentrato su due temi: le esperienze sensoriali che circondano la teoria dell’affetto e le esperienze aumentate dalle macchine, e in secondo luogo il ruolo dell’affetto nell’arte e nei discorsi post-coloniali. Per i dettagli dell’evento, si prega di fare riferimento al sito web del Taipei Fine Arts Museum o di seguire la pagina ufficiale del museo su Facebook (Taipei Fine Arts Museum).