Zabludowicz Collection - London
24 / 03 / 2022 – 17 / 07 / 2022

In primavera la Zabludowicz Collection presenterà Among the Machines, un’esposizione di notevoli opere d’arte della Collezione che indaga il modo in cui l’uomo interagisce con macchine ed entità non umane. Con queste ultime, vi saranno anche nuove opere d’arte in realtà aumentata, realizzate in risposta diretta allo spazio della galleria. Mentre l’intelligenza artificiale (IA) viene sviluppata per avvilupparci e potenzialmente superarci, la domanda che pone la mostra è: “come ci comporteremo di fronte a uno stadio evolutivo che va oltre l’essere umano?

Among the Machines riflette su quanto le macchine stiano davvero per superare le capacità umane e fa luce su quanto misterioso sia ancora il funzionamento dell’intelligenza e della coscienza umana. L’esposizione fa eco a una chiara e nuova prospettiva sul mondo dell’arte degli ultimi anni, sull’intersecarsi dell’arte e della tecnologia, ma radica quest’evidente tendenza in questioni di vecchia data riguardo l’evoluzione e l’adattamento dell’uomo discusse nel corso di diversi decenni dagli artisti partecipanti.

Prendendo il titolo dal presciente scritto di Samuel Butler che risale alla fine del XIX secolo – in particolare il romanzo Erewhon (1872), in cui una civiltà distrugge le proprie macchine per paura di esserne controllati – Among the Machines presenterà artisti che utilizzano varie tecnologie per riflettere in modo critico sul nostro attuale periodo di cambiamento. Tredici artisti internazionali di generazioni diverse indagheranno le conseguenze della tecnologia sul nostro senso di identità individuale e collettiva e sul nostro rapporto col pianeta. Dallo sconvolgimento dei pregiudizi dei dataset, all’investigazione di nuove tipologie di coscienza e rami evolutivi alternativi del non umano, in questa mostra gli artisti immaginano e concretizzano nuove possibilità di coesistenza con altre forme di vita.

Oltre alle installazioni video, sculture e opere informatiche interattive, i visitatori potranno anche accedere a un potenziamento virtuale della mostra fisica attraverso il proprio telefono. La tecnologia della realtà aumentata (RA) crea un portale attraverso cui il pubblico può vedere personaggi animati che sfidano le leggi della gravità all’interno del loro ambiente fisico. Realizzate da Joey Holder, Lauren Moffatt e Theo Triantafyllidis, le nuove opere d’arte in RA rispondono in maniera diretta all’architettura unica della cappella della galleria. Le opere, alcune nuove commissioni, altre esposte per la prima volta nel Regno Unito, vengono prodotte in collaborazione con Daata, una piattaforma online che incarica e sostiene gli artisti nell’utilizzo della tecnologia per la realizzazione di progetti ambiziosi nel mondo fisico e digitale. Come ente committente, piattaforma di vendita e app per IPhone, Daata porta in vita queste moderne opere in RA attraverso la nuova Daata AR app.

La mostra inizierà con opere che esplorano l’intersezione tra organismi, animali ed esseri umani, definita “l’alleanza multi-specie” dalla teoreta Donna Haraway. Gli artisti Joey Holder, Anicka Yi, Marguerite Humeau e Aleksandra Domanović impiegano la ricerca scientifica e d’archivio e processi scultorei che spaziano dal digital design e dalla costruzione industriale fino alla crescita di materiale dalle colture batteriche. 

Le seguenti gallerie comprenderanno artisti che lavorano direttamente con l’IA e apprendimento automatico, incluse le opere video di Jake Elwes che sfida le classificazioni normative dell’identità di genere e sessuale. Vi saranno anche i video di simulazione dal vivo di Ian Cheng, che esplorano la natura del mutamento e l’abilità umana di rapportarsi con i cambiamenti ambientali. Nell’opera interattiva di riferimento di Rebecca Allen The Bush Soul #3 (1999), un sofisticato sistema software chiamato Emergence, sviluppato dall’artista, crea un mondo virtuale abitato da una forma di vita “aliena” artificiale.  

Sottolineando il ruolo cruciale degli artisti contemporanei nei dibattiti riguardo nuovi modelli di cultura, economia e politica, un’opera video e una scultura di Simon Denny analizza l’ideologia e i meriti della blockchain, la tecnologia che sostiene le criptovalute, gli NFT e il Web3. 

L’ultima stanza presenta artiste donne pioneristiche di generazioni diverse e provenienti da diverse aree geografiche che esaminano il ruolo della tecnologia nelle loro vite. Lynn Hershman Leeson, Tabita Rezaire e il collettivo composto da tre persone Keiken rispondono tramite invenzioni ipotetiche come, ad esempio, lo scambio di menti e corpi nello spazio digitale, chiedendosi cosa questo significhi per l’azione e l’identità umana. I loro progetti evidenziano anche le radici profonde della storia patriarcale e coloniale all’interno persino delle strutture delle tecnologie più contemporanee.  

Anziché distruggere con timore le macchine, questa mostra celebrerà la potenziale collaborazione creativa con la tecnologia, riconoscendo allo stesso tempo i pericoli e le involontarie conseguenze presenti in queste nuove frontiere. Insieme, le opere esposte in questa mostra porranno domande tempestive riguardo la velocità a cui la tecnologia dei dati sta accelerando e affronterà la questione incluse le dinamiche di potere, la sorveglianza e il controllo che influenzano direttamente le nostre vite quotidiane, mentre ci facciamo strada negli spazi che condividiamo con le macchine che abbiamo costruito. 


https://www.zabludowiczcollection.com/exhibitions/view/among-the-machines?mc_cid=3d549a01d5&mc_eid=3b9be6f510