Museum of Contemporary Art Kiasma, Helsinki
31 / 01 / 20 - 16 / 08 / 20

La mostra Weather Report: Forecasting Future allestita al Kiasma, museo di arte contemporanea, si concentra sulle varie e complesse relazioni tra l’umano e il non umano in un’epoca in cui il cambiamento climatico e l’estinzione di massa minacciano il futuro della vita sulla Terra. Nell’immaginarsi il futuro, gli umani si trovano di fronte alla responsabilità di riconoscere legami con più specie e al bisogno di rinegoziare l’esistenza di relazioni tra le specie.

Weather Report: Forecasting Future è una mostra che pone l’attenzione sulla relazione tra l’uomo e le altre forme di vita. La sua premessa principale è che, per costruire il futuro, dobbiamo approfondire la nostra conoscenza su come le specie interagiscono e dipendono le une dalle altre.

Gli artisti della mostra danno visibilità a forme di vita che vengono facilmente ignorate dagli umani. Organismi quali microbi, alghe e insetti, nonostante vivano in mezzo a noi, restano spesso impercettibili a causa delle loro piccole dimensioni o del loro ritmo lento. Queste creature non umane sono il soggetto e allo stesso tempo i co-creatori delle opere d’arte della mostra. Weather Report invita i visitatori a volgere i loro sensi alla coesistenza tra gli umani e i loro vicini più che umani e a riflettere sulla relazione tra i loro corpi e altre forme di vita.

Gli artisti

Il duo artistico finlandese nabbteeri di solito inizia tracciando uno schema del luogo in cui temporaneamente è allestita la mostra. Raccolgono i materiali sul posto e incorporano oggetti riciclati che si trasformano in istallazioni simili ad una rete.

Le loro opere sono composizioni basate sulle interazioni tra gli artisti e altre cose tra cui gli organismi non umani.

Nel Padiglione nordico nabbteeri ha approfondito la materialità del Padiglione e dei Giardini. L’ospitalità dell’edificio ma anche il suo rifiuto è stata al centro della loro osservazione, soprattutto gli spuntoni per uccelli che mostrano la volontà di non far avvicinare i piccioni all’edificio. Nel Kiasma l’istallazione ad opera di nabbteeri si focalizza sulla presenza nel museo di più specie oltre a quella umana. Il video a due canali è una narrazione frammentata di incontri con diversi esseri che segue l’alternanrsi delle stagioni e delle abitazioni in formato di diario.

La norvegese Ane Graff crea lavori che combinano la sua ricerca sui materiali a una vasta gamma di discipline di ricerca, ad esempio la microbiologia e la chimica. Attraverso le sue installazioni confronta le classificazioni presumibilmente immutabili basate sulla scienza e la cultura e allo stesso tempo si domanda in che modo le nozioni di eccezionalità umana e pensiero dualistico sono connesse alla crisi economica.

Gli stati di infiammazione nelle opere della Graff si riferiscono alle connessioni tra il cambiamento climatico, le società occidentali dominate dalla crescita economica, l’estinzione dei microbi intestinali immunomodulatori e l’aumento di malattie infiammatorie. La sua installazione ci fa rendere conto di come il corpo umano sia legato ad altri agenti come i batteri e la tossicità dell’ambiente.

La svedese Ingela Ihrman intreccia insieme immaginazione, tecniche manuali, sensibilità ed esperienze personali nei suoi oggetti, nelle immagini che si muovono e nei testi. Attingendo alla tradizione performativa femminista, usa il proprio corpo per analizzare criticamente le divisioni tra cultura e natura e per aprire il prevalente sguardo maschile e scientifico agli orizzonti queer. Mettere in relazione il proprio corpo con diversi mondi materiali o emularne il ciclo della vita può favorire una migliore comprensione dei vari intrecci della vita.

La sua installazione di alghe racconta la storia delle origini liquide dei corpi umani e delle connessioni esistenti tra diverse forme di vita. Oggetti muti e di grandi dimensioni invitano i visitatori della mostra a vivere un’esperienza corporea. Alleandosi con mondi comunemente considerati altri, è possibile trasgredire a concetti limitanti e riconsiderare le nozioni di appartenenza e di convivenza.

La mostra è curata dal direttore del Kiasma, Leevi Haapala, e dalla curatrice Piia Oksanen.


kiasma.fi