Kunst Halle Sankt Gallen – Gallen
14 / 04 / 2018 – 17 / 06 / 2018

Nella sua pratica basata sulla ricerca e orientata ai processi, Uriel Orlow si occupa degli angoli bui nella rappresentazione della storia e della questione della restituzione, incluso il recupero della memoria nel presente. Alla Kunst Halle Sankt Gallen, Orlow presenta la sua grande opera Theatrum Botanicum(2015 – 2017) che legge il regno vegetale come un palcoscenico per la politica.

Lavorando da due buoni punti di osservazione, il Sud Africa e l’Europa, il progetto guarda alle piante sia come testimoni che come attori e agenti attivi della storia, unendo natura e uomo, tradizione e modernità attraverso diverse geografie, storie e sistemi di conoscenza.

Film, opere sonore, fotografie e installazioni si concentrano sul “nazionalismo botanico” e altre ripercussioni del colonialismo, la migrazione delle piante, la bio-pirateria, l’utilizzo dei fiori a scopi diplomatici durante l’apartheid, il ruolo della classificazione e della denominazione delle piante, così come il giardino creato da Mandela e dagli altri detenuti nella prigione di Robben Island.

Una video trilogia esamina lo scontro ideologico e commerciale di due tradizioni mediche ancora distanti e il loro diverso impiego delle piante (The Crown Against Mafavuke), affronta il tema della protezione dei diritti d’autore degli indigeni (Imbizo Ka Mafavuke (Mafavuke’s Tribunal)) e documenta la costante presenza di erbe mediche nel contesto post-coloniale (Muthi).

L’installazione sonora What Plants Were Called Before They Had a Name si inquadra nel contesto delle spedizioni che hanno accompagnato il colonialismo europeo in Sud Africa, volte a mappare il territorio e a classificare le risorse naturali, spianando la strada a chi successivamente sarebbe venuto ad occupare e sfruttare questo territorio.

La presunta scoperta e successiva catalogazione delle piante ha trascurato e alla fine cancellato i nomi nelle lingue locali e il sapere botanico preesistenti per imporre il sistema di classificazione di Linneo, con la sua particolare razionalità europea. What Plants Were Called Before They Had a Name funziona come un dizionario orale che riporta i nomi delle piante nelle lingue locali sudafricane, come Khoi, SePedi, SeSotho, Swazi, Tsonga, Xhosa e Zulu.

Orlow ha impiegato filmati trovati nel seminterrato della biblioteca del Kirstenbosch National Botanical Garden di Città del Capo come punto di partenza per l’opera The Fairest Heritage. Questi video sono stati commissionati nel 1963, in occasione del 50° anniversario della creazione del giardino, per documentare la sua storia ma anche le celebrazioni giubilari con balli “nazionali”, pantomime della conquista coloniale e botanici in visita da tutto il mondo; gli unici africani presenti nei video sono lavoratori.

Considerati passivi e neutrali, i fiori sono stati a lungo esclusi dal boicottaggio e dal “nazionalismo botanico”, e il loro impiego a scopi diplomatici ha prosperato incontrollato in Sud Africa e all’estero. Per realizzare The Fairest Heritage, Orlow ha lavorato con un attore che ha inserito se stesso e il proprio corpo caricando la propria immagine, abitando e confrontandosi con i filmati e contestando così la storia e l’archivio stesso.

Theatrum Botanicum non chiama soltanto in causa il colonialismo e la storiografia recente, ma offre anche l’opportunità di scavare a fondo nel metodo di lavoro di Uriel Orlow.

Tra le mostre personali: PAV – Parco Arte Vivente, Turin (2017); The Showroom, London (2016); Castello di Rivoli, Turin(2015); Depo, Istanbul (2015); Kunsthaus Pasquart, Biel (2012). Le opere di Orlow sono state esposte a Londra (Tate Modern, Tate Britain, Whitechapel Gallery, ICA, Gasworks), Parigi (Palais de Tokyo, Fondation Ricard, Maison Populaire, Bétonsalon), Zurigo (Kunsthaus, Les Complices, Helmhaus, Shedhalle), Ginevra (Centre d’Art Contemporain, Centre de la Photographie). Il suo lavoro è stato presentato alla 7th Moscow Biennal, Mosca (2017), Sharjah Biennale 13, Sharjah (2017), Manifesta 9, Genk (2012); 54th Biennale di Venezia(2011).


https://urielorlow.net/project/theatrum-botanicum/

www.k9000.ch