Hayward Gallery - London
25 / 01 / 2018 - 22 / 04 / 2018

L’Hayward Gallery di Londra mette in scena la prima importante retrospettiva delle opere dell’acclamato fotografo tedesco Andreas Gursky (Germania, 1955) nel Regno Unito. Ampiamente considerato come uno dei più importanti fotografi dei nostri tempi, Gursky è conosciuto per immagini di grande formato e spesso spettacolari, che ritraggono luoghi e scenari emblematici dell’economia globale e della vita contemporanea.

La retrospettiva presenta sessantotto delle fotografie più innovative dell’artista, a partire dagli anni ’80 fino ad includere otto nuovi lavori che saranno esposti per la prima volta. Andreas Gursky segna anche il cinquantesimo anniversario della Hayward Gallery ed è la prima mostra che si tiene nella Galleria dopo la sua ristrutturazione.

Per la prima volta in assoluto, le luci del tetto piramidale della galleria consentono alla luce naturale di illuminare gli spazi sottostanti. La mostra include alcune delle opere più conosciute dell’artista tra cui Paris, Montparnasse (1993), una fotografia immensa e iconica raffigurante un blocco di appartamenti apparentemente infinito; e Rhine II (1999/2015), una visione raffinata e ritoccata digitalmente di un fiume come simbolo minimalista contemporaneo.

Kamiokande (2007) presenta la vasta cisterna d’acqua sotterranea all’interno del Kamioka Nucleon Decay Experiment, Giappone; e May Day IV (2000/2014) che raffigura centinaia di partecipanti al Mayday, un festival di musica techno che si tiene in Germania da  diversi anni. Adottando spesso una visione aerea, queste immagini di grande formato, che competono per dimensione con i dipinti monumentali, vantano una grande quantità di dettagli catturati con precisione, tutti incredibilmente a fuoco.

Tra gli otto nuovi lavori della mostra Pyongyang VI (2007/2017) e Pyongyang VII (2007/2017) documentano i Mass Games della Corea del Nord, uno spettacolo di danza e acrobazie di un gruppo meticolosamente coreografato in onore del precedente dittatore del paese Kim Il-Sung, mentre El Ejido (2017) raffigura il ciglio di una strada spagnola ricoperta di rifiuti. Molte di queste nuove opere dimostrano anche la recente sperimentazione di Gursky con la tecnologia delle fotocamere dei cellulari e rappresentano una separazione rispetto alle sue immagini più famose.

In un formato più piccolo, Ibiza (2016) e Mobile Nr. 1 (2016) misurano meno di un metro per un metro e adottano l’immagiinario apparentemente spontaneo della tecnologia dei telefoni cellulari, mentre Utah (2017), un’opera cinematografica di grandi dimensioni ispirata ad una fotografia che Gursky aveva scattato con il suo smartphone da un’automobile in movimento, è un omaggio all’ingombrante ruolo che i cellulari ricoprono nella cultura visiva contemporanea.

L’arte di Gursky è guidata dall’interesse e dalla comprensione delle forme di esistenza collettiva e include la rappresentazione di imponenti strutture costruite dall’uomo, enormi gruppi di persone in nightclub, fabbriche, arene e vasti paesaggi. Come lui stesso ha affermato: “Punto ad un solo obiettivo: l’enciclopedia della vita.”

Alla fine degli anni ’80, Gursky ha riprodotto un ampio catalogo della vita contemporanea che includeva siti commerciali, industriali e turistici in tutto il mondo, realizzando immagini che attirano l’attenzione sul cambiamento della nostra relazione con la natura e registrano gli effetti della globalizzazione nella vita quotidiana.

A partire da Chicago, Board of Trade III (2009), una rappresentazione della frenesia della Borsa, passando per il grande centro di distribuzione raffigurato in Amazon (2016), e ancora dalla marea di dolcetti colorati economici di 99 Cent II, Diptych (2001) fino ad arrivare agli scaffali inspiegabilmente vuoti di Prada II (1997), le sue immagini forniscono una vasta documentazione visiva della nostra epoca.

Negli ultimi tre anni Gursky ha fatto uso in maniera crescente di tecniche di post produzione digitali per creare fotografie senza precedenti dal punto di vista della dimensione, precisione, composizione e complessità, e ha anche aumentato notevolmente le potenzialità di queste tecniche.

Recentemente gli esperimenti di Gursky nella manipolazione di immagini lo hanno condotto alla creazione di esempi di ‘fotografia immaginaria’, ampliando il suo implicito interrogativo riguardo la nostra fiducia nella veridicità concreta delle immagini. Come ha commentato l’artista, oggi “la realtà può essere mostrata solo se la si costruisce”.

Review (2015) mostra una scena artefatta in cui il Cancelliere tedesco Angela Merkel e i suoi tre predecessori osservano il Vir Heroicus Sublimis di Barnett Newmann (1950-51) che sembra sovrastarli. Seguendo un filo conduttore sviluppatosi durante tutta la carriera di Gursky, dal punto di vista estetico numerose immagini recenti si avvicinano più alla pittura astratta che alla fotografia documentaria.

Per esempio, Untitled XIX (2015), raffigura acri di tulipani olandesi che, grazie ad una ripresa aerea, appaiono come una composizione semi-astratta di bande di colori sobriamente variegati. Sfiorando il confine tra astrazione e rappresentazione, queste opere sottolineano le questioni precedenti che ricorrono in tutte le opere dell’artista.

Ralph Rugoff, Direttore dell’Hayward Gallery, ha affermato: “Sono emozionato di riaprire l’Hayward Gallery con la mostra di un artista che ha creato alcune delle immagini più efficaci della sua generazione dal punto di vista visivo, opere che non hanno solo cambiato il linguaggio della fotografia, ma l’intera arte di creare immagini.

La perspicacia con cui l’artista progetta le immagini e l’ingegnosità con cui le compone, hanno reso le fotografie di Gursky capaci di provocare il pubblico e di farlo riflettere nuovamente sul panorama sociale contemporaneo in tutto il mondo. Vero innovatore impegnato a riflettere e a ritrarre i tempi in cui viviamo, Gursky è l’artista perfetto per inaugurare il cinquantesimo anniversario dell’Hayward.”

Andreas Gursky è curata dal Direttore dell’Hayward Gallery Ralph Rugoff in collaborazione con l’artista. La mostra è supportata da Christie’s, Mondrian London at Sea Containers e Sotheby’s.


http://www.andreasgursky.com/en

https://www.southbankcentre.co.uk/venues/hayward-gallery