Kunstmuseum St. Gallen - St. Gallen
15 / 09 / 2018 – 17 / 03 / 2019

Le “fake news” e i “fatti alternativi” hanno modificato il modo in cui vediamo il mondo e interpretiamo le notizie. Mai prima d’ora le informazioni false sono state così vicine alla realtà e hanno cambiato così radicalmente la nostra percezione del mondo. Crisi dei rifugiati, asili politici, disastri ecologici, guerre commerciali…

Ogni giorno abbiamo a che fare con notizie e immagini di catastrofi umane, sociali e politiche, filtrate in vari modi dalle nuove forme di comunicazione istantanea e dai media tradizionali. La prospettiva degli artisti sugli eventi contemporanei ci rivela una nuova, profonda visione del mondo.

La collettiva The Humans mostra come gli artisti riescano a concepire idee del mondo indipendenti e ad immergersi in realtà inaccessibili ai media tradizionali. Oltre che sul nostro consumo di media digitali, gli artisti in mostra riflettono anche sul trattamento riservato alle persone che vivono ai margini della società e sulle migrazioni globali.

Uno dei primi esempi di interpretazione artistica degli eventi contemporanei è stato una straordinaria opera del XIX secolo: il famoso dipinto di Théodore Géricault (1791–1824), La zattera della Medusa, che risale esattamente a 200 anni fa. Questo impressionante capolavoro è basato su un sensazionale fatto di cronaca.

Nel 1816, la fregata Méduse ha scortato un convoglio in Senegal sotto gli ordini dell’inesperto capitano Hugues Duroy de Chaumareys. Il convoglio avrebbe dovuto trasferire li alcuni fanti per proteggere le proprietà d’oltremare, insieme ad ufficiali amministrativi e ricercatori. A bordo c’erano circa 400 persone, incluso il nuovo governatore del Senegal, il monarchico Julien-Desiré Schmaltz.

L’imbarcazione s’incagliò e non ci fu modo di liberarla, così il capitano ordinò di costruire una zattera con gli alberi e i pennoni della Medusa, avendo solo sei scialuppe di salvataggio a disposizione. Le scialuppe avrebbero dovuto tirare fino a riva la zattera con a bordo 150 uomini. Poco dopo però tagliarono le funi abbandonando le persone a bordo della zattera al proprio destino.

L’imbarcazione era decisamente sovraffollata e presto le condizioni precipitarono. Ci furono anche episodi di cannibalismo. Alla fine, dopo tredici giorni, furono solo 15 le persone recuperate dalla nave Argus. Gèricault parlò con i sopravvissuti della loro esperienza per ottenere delle testimonianze dirette per realizzare un dipinto di un fatto di cronaca.

La drammatica notizia ebbe un effetto inaspettatamente violento sull’opinione pubblica e minacciò persino di rovesciare il governo. Da allora, l’arte ha sempre mantenuto un’importante relazione con i media. In un momento in cui i canali di notizie si stanno moltiplicando ma stanno perdendo la loro posizione influente, gli artisti assumono il ruolo di testimoni contemporanei in un processo mediatico in costante cambiamento.

The Humans si concentra sulle immagini e sul video come mezzi di comunicazione, sempre più influenti nella società moderna. Gli artisti creano una nuova tipologia di realismo avvicinandosi a situazioni che altrimenti sarebbero ignorate dai media. Gèricault, esponente del romanticismo francese, utilizzò il tema per creare un nuovo filone di dipinti dedicati alla storia contemporanea. Questa importante relazione gioca un ruolo fondamentale all’interno dell’esposizione.

La mostra è curata da Lorenzo Benedetti e comprende opere di: Francesco Arena, Ed Atkins/Simon Thomson, Rosella Biscotti, Candice Breitz, Daniela Ortiz e Artur Zmijewski.


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