27 / 05 / 2020, 19:00-20:00

La mostra Swiss Media Art: knowbotiq, Alan Bogana, Félicien Goguey può finalmente tenersi. HeK vorrebbe invitarvi a un vernissage online il 27 maggio 2020. La mostra aprirà fisicamente le porte alle ore 12:00. Tutte le norme di distanziamento e di igiene sono garantite.

La mostra presenta all’Hek le opere dei vincitori della Pax Art Awards 2019, incluse in tre mostre personali parallele. Dalle fabulazioni postcoloniali del duo artistico knowbotiq, passando per l’esplorazione delle reti di telefonia mobile e dei sistemi di sorveglianza di Félicien Goguey, alle installazioni poetiche e concettuali relative alla nostra percezione della luce, i tre artisti svizzeri esplorano temi tanto diversi quanto importanti per comprendere le attuali dinamiche nell’evoluzione della tecnologia e del loro impatto sulla società.

Le suggestive installazioni visive di knowbotiq (Yvonne Wilhelm, Christian Huebler) intrecciano storie legate alla violenza postcoloniale, alla governabilità algoritmica e alle questioni tecno-ecologiche.  La loro ultima opera multimediale Swiss Psychotropic Gold, the Molecular Refinery (2020) estende la ricerca degli artisti alle origini, alla raffinazione e alla vendita dell’oro. Swiss Psychotropic Gold è una serie che indaga sulle realtà sociopolitiche e sull’impatto ecologico, sull’estrazione, sulla raffinazione e sul commercio dell’oro, sottolineando il ruolo significativo della Svizzera nell’industria.

Proiettata per la prima volta all’Hek, l’opera si rivolge all’oro come prodotto di consumo e verso il supposto potenziale psicotropico della materia che, secondo la tradizione alchemica, può purificare dalle colpe. In mostra anche Amazonian Flesh, how to hang in trees during strike (2018-2019), un’installazione immersiva di cavi intrecciati, robot e manufatti digitali. I visitatori, invitati a interpretare i ruoli di impiegati in aziende globali, possono dedicarsi all’ozio collettivo sedendosi o dormendo sulle amache appese in tutta l’installazione mentre le voci complici dei robot, responsabili dell’automazione del lavoro, li chiamano ad abbandonare completamente il lavoro salariato.

Con Thulhu thu thu, before the sun harms you (2019–2020) knowbotiq presenta un progetto a lungo termine sul Flow Country della Scozia, un’ampia area delle Highlands, dove il suolo è stato distrutto da secoli di coltivazione, estrazione, sfruttamento e accumulo di profitti. Dopo diversi workshop con artisti, musicisti, ricercatori, attivisti politici che hanno condiviso le loro esplorazioni dell’area, knowbotiq disegna fili conduttori nella creazione di una scultura performativa intrecciata con fibre di rafia come forma di un memoriale collaborativo per la protezione della terra.

La luce, con le sue varie manifestazioni in quanto fenomeno naturale, è il leitmotiv dell’arte multidisciplinare di Alan Bogana. Una delle sue installazioni più recenti, Journeys of Light (2020), usa proiezioni laser per raffigurare le ricostruzioni della sfera celestiale del passato e del futuro. Il collage Polarising Times (2020), composto da immagini di raggi laser trovate e collezionate dall’artista, osserva ulteriormente l’iconografia della luce laser.

Il nuovo film di Bogana, Ionize ionize! (2020), girato in una fabbrica di rivelatori a scintillazione a Utrecht, esamina le proprietà uniche dei materiali semitrasparenti e dei cristalli impiegati nei detector a raggi-x, nei centri di ricerca medica e scientifica. In Sensible Spectrum VR (2017), i visitatori possono sedersi su una sedia girevole, per sperimentare in modo interattivo una selezione di film a 360° provenienti da piattaforme online.

La cuffia VR non solo immerge gli spettatori in ambienti virtuali ma, mentre muovono la testa nell’esplorazione delle loro personali esperienze, proietta contemporaneamente un film sull’ambiente espositivo circostante al resto del pubblico, attraverso un proiettore montato sulla testa. Nonostante i due film non siano identici, sono sincronizzati con un programma per creare un dialogo digitale tra gli spettatori della realtà virtuale e il pubblico circostante.

Un’opera recente di Félicien Goguey esamina la presenza omnisciente e l’impatto della comunicazione mobile nelle nostre vite, offrendo allo stesso tempo uno strumento di protesta. L’opera Masquerade (2015-2016) offre ai visitatori della mostra uno strumento che l’artista ha realizzato per sventare la sorveglianza di massa attraverso mezzi di offuscamento.

Si tratta di piccoli dispositivi composti da processori chiamati “masq” connessi alla rete che inviano automaticamente dei messaggi ad altri dispositivi. Questi messaggi sono composti da una serie di parole in grado di allertare i sistemi di sorveglianza online. Quando un numero significativo di dispositivi è online, la trasmissione di questi messaggi scombina i sistemi di sorveglianza sovraccaricandoli.

Il video di Goguey 900 MHz (2019) attira l’attenzione sulle bande di frequenza della telefonia mobile, che occupa continuamente la nostra vita pubblica e privata con dati di cui solitamente non ci accorgiamo. Complementare ai suoi progetti precedenti, Bloc Balloon (2020) è una grande unità gonfiabile che crea un sistema disruttivo simile a quello di Masquerade. In questo caso Goguey prende di mira la rete GSM (Global System for Mobile Communication): offusca gli IMSI (Internation Mobile for Subscriber Identity) catcher mostrando falsi IMSI in una data area.

I Pax Art Awards sono stati conferiti per la prima volta durante l’Art Basel 2018. Questi premi sono destinati a quegli artisti svizzeri le cui opere si avvalgono di tecnologie mediatiche o ne riflettono l’impatto. Metà del premio in denaro è destinato all’acquisto di un’opera per la collezione della Art Foundation Pax, mentre l’altra metà finanzia gli artisti per lo sviluppo di nuove opere che faranno parte di una mostra esauriente che si terrà nella primavera del prossimo anno.

La Art Foundation Pax è una fondazione svizzera indipendente per la promozione dell’arte digitale e figurativa sostenuta finanziariamente dalla Pax. Con i Pax Art Awards, i premi pionieristici per la promozione dell’arte digitale, la Art Foundation Pax, in collaborazione con HeK, premia e promuove la prassi mediatica di artisti svizzeri le cui opere si avvalgono di tecnologie mediatiche o ne riflettono l’impatto.

La mostra è accompagnata non solo da una sessione educativa completa ma anche da visite guidate a orari stabiliti in inglese, francese e tedesco.

Curatore: Boris Magrini