Prague City Gallery - Prague
05 / 06 / 2019 - 13 / 10 / 2019

Le riflessioni sul nucleo comune di suono e immagine, forma e ritmo e l’armonia tra natura e musica si estendono addietro nella nebbia del tempo. Nell’arte, questo approccio è da ricercarsi nella combinazione di colore, forma, tono, ritmo, luce e nuove tecnologie, successivamente portata a includere movimenti, suoni e performance dal vivo reali. Il risultato è una vasta gamma di nuove forme d’arte che costituiscono le fondamenta della ricca tradizione dell’arte moderna e postmoderna.

La mostra Sounds, Codes, Images: Acoustic Experimentation in the Visual Arts è uno spaccato della storia della rappresentazione del suono e della sperimentazione acustica a partire dall’Avanguardia fino ai giorni nostri. Il lavoro di quasi settanta artisti si include svariate forme, spaziando da immagini astratte e partiture non convenzionali, attraverso oggetti risonanti, a proiezioni multimediali e installazioni interattive.

Mediante l’utilizzo di opere storiche e contemporanee, la mostra punta a esibire come il suono acquisisca colore e forma, diventi un oggetto e una composizione spaziale di azioni fisiche; esamina il psicologico e lo psicofisico, così come i vari fattori fisici e matematici che predeterminano l’aspetto visivo del suono.

Nonostante la mostra si focalizzi sulla scena artistica ceca e cecoslovacca, conserva comunque un carattere internazionale. Comprende diversi lavori a cura di artisti stranieri che hanno guidato gli sviluppi della sperimentazione artistica e hanno avuto un impatto significativo sui numeri locali. Uno di questi è John Cage, i cui lavori e le cui idee hanno posto le basi per diverse generazioni di artisti concettuali.

La mostra include anche rappresentanti di Fluxus, come Joe Jones, Nam June Paik e, ovviamente, Milan Knížák. Tra gli altri artisti stranieri troviamo Manfred Mohr, Peter Cusack, Morgan O’Hara e Keith Rowe. La collezione comprende anche artisti cechi che hanno trascorso gran parte della loro carriera all’estero, come František Kupka, Woody Vasulka, Ladislav Kupkovič, Rudolf Komorous e Petr Kotík.

La mostra crea anche connessioni tra lavori d’avanguardia o concettuali ideati tra gli anni Sessanta e gli anni Ottanta e fenomeni individuali nelle opere di artisti contemporanei. Ci ricorda della lunga tradizione di strumenti ideati per produrre non solo suoni ma anche immagini a colori nel lavoro dell’artista e architetto Zdeněk Pešánek. La forte tenacia di tale disciplina è visibile nelle attività di Woody e Steina Vasulka, Pavel Mrkus e Jiří Suchánek e nelle performance di Tomáš Dvořák (Floex).

Un altro vivace trend è la creazione, d’ispirazione futurista, di strumenti dal suono inusuale, un’attività intrapresa recentemente da Martin Janíček, Luboš Fidler, Robert Vlasák e molti altri.

L’ultima tendenza nel mondo della sound art è quello dell’ecologia acustica. Si tratta di una sfera che riflette sulla situazione attuale del genere umano attraverso il prisma dell’esperienza acustica di un individuo in uno spazio sonoro condiviso. Nella mostra è dimostrato con grande effetto nei lavori di Peter Cusack e Michal Kindernay.

Sonic Circuits, il programma che accompagna la mostra Sounds, Codes, Images: Acoustic Experimentation in the Visual Arts, comprende una serie di performance ed eventi che hanno luogo nella sala concerti della Stone Bell House, del Colloredo-Mansfeld Palace e in spazi pubblici.

Il programma offre ai visitatori un’opportunità unica per prendere familiarità con l’opera poliedrica di artisti sia cechi che stranieri, alcuni dei quali lavorano con il suono all’interno del contesto delle arti visive, mentre altri esaminano il suono come un tema all’interno dello spazio-tempo, della matematica, delle performance o ancora ambientale e sociale.

Organizzata dalla Prague City Gallery e dall’Agosto Foundation.


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