La SIGGRAPH conference, considerata la “fiera mondiale” della computer graphic, si è tenuta dal 12 al 16 Agosto 2018 a Vancouver, Columbia Britannica, al Convention Center sul lungomare della città. Ogni estate SIGGRAPH si svolge in una città diversa, per presentare le ultime innovazioni della tecnologia creativa e le ricerche sulle più recenti tecniche di interazione, animazione, realtà virtuale, gaming e real time graphics ad una rete globale di professionisti/utenti, programmatori, insegnanti, studenti, artisti e scienziati che ascoltano, discutono, provano, interagiscono, coinvolgono, presentano, sollevano questioni e condividono nuove idee.

La conferenza si presenta da un lato come un’area dimostrativa attiva e rumorosa, dall’altra come una serie riflessiva di corsi e documenti tecnici. Principianti e pionieri della computer graphic si uniscono per offrire uno spaccato del meglio del settore. Dal 2008, SIGGRAPH Asia fa parte del programma annuale della conferenza SIGGRAPH, mentre Eurographics è la sua versione europea, con un programma più ridotto.

SIGGRAPH (Special Interest Group on Computer Graphics and Interactive Techniques) si è tenuta per la prima volta nel 1974 a Boulder, Colorado. A quei tempi, la computer graphic era un campo nuovo, erano pochi gli scienziati che a stento sapevano quali soluzioni grafiche fossero possibili grazie al computer. Dal 2008 SIGGRAPH prevede una Art Gallery nel suo programma ufficiale. Gerbarg, con la collaborazione di Ray Luzzana, si è impegnato duramente nell’allestire questa prima Art Gallery, che ha ospitato 45 artisti.

Come giovane curatrice sono venuta a conoscenza di questa prima mostra d’arte del SIGGRAPH da alcuni artisti e questo mi ha spinto a volerne sapere di più sul loro lavoro e sui computer. Il mio primo SIGGRAPH è stato a San Francisco, vi ho partecipato come membro della giuria per la Art Gallery 1985 che ha presentato 160 opere. Da allora, ho continuato a partecipare alle conferenze come selezionatrice, organizzatrice, presentatrice e critico. Da 39 anni a questa parte, ogni SIGGRAPH ha incluso una Art Gallery nel suo programma. Alcune edizioni hanno ospitato anche più di una mostra.

Le esposizioni riuniscono lavori appositamente scelti a sostegno di un focus di ricerca curatoriale, che di solito non considera SIGGRAPH una priorità. La “open call”, una mostra di opere selezionate da una giuria, si rivolge ad un gran numero di artisti, molti dei quali non trovano alcuna soddisfazione nella comunità artistica tradizionale perché SIGGRAPH è il pubblico che gli interessa. Le scelte dei curatori e le procedure di valutazione sono molto competitive, essere accettati alla Art Gallery del SIGGRAPH è generalmente considerato un successo accademico.

Andrés Burbano (professore associato presso la Universidad de los Andes, Bogotá, Colombia) ha curato la Art Gallery del SIGGRAPH 2018 intitolata Original Narratives. La mostra era situata nella Experience hall, una sezione attiva che riuniva tecnologie emergenti, uno studio creativo, una galleria di produzione e la Art Gallery; meeting continui e varie zone divise da sole tende o da pareti provvisorie. La scelta di Burbano è ricaduta su dodici artisti e ha avuto come ispirazione – e abbracciato in particolare – storie di comunità indigene che vivevano nei pressi di Vancouver e in tutto il Canada.

Burbano ha voluto offrire degli esempi di come le “pratiche creative mediate dalle tecnologie” rendano possibile il racconto di nuove storie (e la loro comprensione). Le opere selezionate hanno aiutato a comprendere ricerche che diversamente sarebbero rimaste fuori dall’ambito sia della tecnologia che, in generale, della comunità dell’arte digitale. Burbano ha lavorato due anni per organizzare questa Art Gallery, basata su un’idea che si è sviluppata a partire dalla sua precedente esperienza di viaggio tra le comunità indigene nel nord del Canada. La consapevolezza dell’importanza della narrazione e della conseguente inclusione delle mitologie indigene era notevole ed evidente nella mostra.

La ricerca di Burbano costituiva un approccio aperto a Original Narratives e includeva opere che erano sia coinvolgenti e immersive che di interesse storico. L’entrata alla Art Gallery dava rilievo al lavoro di Ernest Edmonds (GB), vincitore del Lifetime Achievement Award in Digital Art. Qui erano esposte quattro delle sue prime opere: Nineteen (1968), Datapack (1969), Communications Game (1972) collocati affianco a Shaping Form (2002). Tutti questi lavori, risalenti agli inizi della carriera dell’artista, fanno riferimento agli scritti che Edmonds ha pubblicato sulla rivista Leonardo a partire dal 1973. Edmonds, che ad un primo sguardo può sembrare minimalista, segue in realtà la tradizione costruttivista. È stato uno degli esponenti principali nella comunità della computer art per quattro decenni e ha esposto il proprio lavoro a livello internazionale in festival, istituzioni e musei prestigiosi: un chiaro riferimento a GENERATIONS.

Il lavoro di maggior rilievo, posizionato al centro della Art Gallery, era Haven, un’installazione immersiva opera di Alex Beim, direttore creativo di Tangible Interaction Design Inc di Vancouver. Si presentava come una struttura luminosa, bianca e gonfiabile, una composizione organica di forme tondeggianti simile a un igloo futuristico che invitava i visitatori ad entrare in uno spazio calmo, un’esperienza che quasi richiama il grembo materno, poiché “…ricorda le nostre origini, dove tutto comincia”. Pur chiedendo ai visitatori di strisciare sul pavimento per introdursi all’interno, l’opera offriva forse l’unico posto tranquillo della mostra e la possibilità di sfuggire ad un livello di rumore spesso capace di mettere a dura prova la concentrazione.

She Falls For Ages è un cortometraggio animato di Skawennati, un artista multimediale mohawk di Montreal, che era proiettato in uno spazio allestito appositamente, e dotato di posti a sedere. She Falls For Ages è la rivisitazione di uno dei racconti preferiti dello scrittore, Haudenosaunee (Irochesi), un mito della creazione ambientato in un futuro lontano in cui l’eroina Sky Woman si offre volontaria per salvare il pianeta, lascia la sua lussuosa comunità celeste e si catapulta sulla terra, dove dà vita a un nuovo mondo.

L’eccezionale animazione è stata interamente realizzata utilizzando la tecnica Machinima. È stata costruita in ogni sua parte all’interno di set virtuali utilizzando avatar dei membri di AbTeC (Aboriginal Territories in Cyberspace). AbTeC, una società di Montreal, è stata fondata per dare maggiore visibilità agli aborigeni delle Prime Nazioni. Il mondo digitale di Skawennati si offre come un palcoscenico virtuale per l’interpretazione della storia della creazione tradizionale.

He Ao Hou (Un Nuovo Mondo) è un altro dei prodotti di AbTeC. Quest’opera colloca i nativi hawaiani nello spazio, all’interno di un gioco di punta e clicca. Si tratta di un progetto di Skins (Workshops on Aboriginal Storytelling and Video Game Design) creato da Nā ‘Anae Mahiki, un collettivo di 16 giovani di Oahu che avevano partecipato al Workshop Skins 5.0 tenutosi a luglio del 2017 a Honolulu. Nel videogioco, il giocatore è alla guida e va in cerca della propria sorella pilotando una navicella spaziale. Lungo la strada incontra vari personaggi scoprendo diverse società e costumi.

Arte e tradizioni indigene dell’Alaska tradizionale sono il tema del gioco Never Alone (Kisima Ingitchuna): The Art and the People of the Story. Creato in collaborazione con il Cook Inlet Tribal Council formato da 40 anziani (coordinato da Amy Freedeen), e Oculus VR, E-Line Media (Dima Veryovka), si tratta di un nuovo genere di World Games, creato per introdurre la storia della cultura nel mondo dei videogiochi. Un’esperienza per uno o più giocatori, Never Alone è disponibile in commercio per Sony Play Station.

La storia ha come protagonista una ragazza Inupiat che, insieme al suo aiutante (una volpe), è in cerca di una soluzione per porre fine ad un’implacabile tempesta che minaccia la loro comunità. Durante il percorso, si dispiegano diverse storie indigene, tra rispetto delle tradizioni e avversità sofferte. Il gioco presenta un’animazione delicata, lasciando spazio all’angosciosa illusione di un paesaggio estremamente freddo, ricco di sfide fisiche e mentali. I giocatori hanno la possibilità di passare da un personaggio all’altro per poter risolvere al meglio le rigide avversità dell’Artide in cui si imbattono.

You are the Ocean, installazione interattiva molto popolare nell’Art Gallery, presentava di solito una coda di visitatori appassionati in attesa del loro turno per sperimentare l’interfaccia personalizzata. L’opera è stata creata nel 2017 da Ozge Samanci, un artista multimediale attivo a livello internazionale e professore associato di Radio/Tv/Film, e da Gabriel Caniglia, uno studente di informatica e scienze cognitive, entrambi della Northwestern University (Evanston, IL). Il fulcro dell’installazione era una grande proiezione dell’oceano – nel suo stato di riposo, un mare calmo e un cielo sereno.

I partecipanti sedevano su una panca di fronte alla proiezione, indossavano un casco EEG (Elettroencefalografia), e si concentravano sulle immagini video (create interamente attraverso codici informatici). In base alla misura delle onde cerebrali dell’utente, il cielo poteva cambiare da sereno a tempestoso, l’acqua da ferma a molto mossa. L’immagine era influenzata dall’atteggiamento mentale assunto dal visitatore: “… rilassando la propria mente, il soggetto riesce a placare l’oceano.”

Nell’Art Gallery i lavori interattivi degli artisti includevano Transformation Mask, una collaborazione tra il Microsoft Garage di Vancouver e Shawn Hunt, un artista indipendente della Columbia Britannica con un patrimonio indigeno Heiltsuk. Hunt è un artista generalmente occupato nell’intaglio di maschere in legno; questa collaborazione gli ha offerto una nuova opportunità di cimentarsi con “… HoloLens, che ha realizzato un pezzo di scultura esperienziale in grado di interagire con la realtà mista.”

Un’altra opera di realtà virtuale multi utente era INSTRUMENT / One Antartic Night, di Lars Berg (artista), Eitan Mendelowitz e un gruppo della University of North Texas guidato da Ruth West, che ha usato telescopi robotizzati in Antartide. Indossando un casco virtuale, alcuni utenti, in uno spazio aperto delimitato, potevano essere osservati mentre gesticolavano in aria per navigare, esplorare e afferrare oggetti spaziali realmente percepiti. L’Art Gallery includeva anche diverse opere che non avevano un legame specifico con la cultura indigena.

Da una partnership speciale tra la Digital Arts Community (DAC), e l’Art Gallery 2018 è nata la mostra online Origins and Journeys. Una selezione di quattordici opere organizzata da Burbano e Victoria Szabo (presidente di DAC) che affiancano l’Art Gallery, scelte a procedura aperta dal DAC Committee. La DAC presenta ogni anno una mostra online; quest’ultima raccolta di opere è la prima collaborazione con l’Art Gallery, è stata presentata alla mostra e al punto DAC, e resterà disponibile in rete on-demand.

La presenza al SIGGRAPH di artisti e la loro partecipazione agli Artists Talks (tenuti nella galleria) e in qualità di giuria tecnica degli Art Papers, e il premio annuale Lifetime Achievement Award in Digital Art, conferito quest’anno a Monika Fleischmann, hanno stimolato ulteriori sinergie.

Gli Art Papers e il catalogo della Art Gallery sono stati entrambi pubblicati nell’edizione speciale di Leonardo (Volume 51, Numero 4, 2018), l’importante pubblicazione di livello internazionale di MIT Press, che quest’anno celebra il suo 50° anniversario. L’Art Gallery ha favorito una serie di esperienze pratiche: gli artisti erano presenti per spiegare il proprio lavoro, molti hanno tenuto dei brevi discorsi nella galleria e tutti si sono confrontati senza sosta con la folla di curiosi.

SIGGRAPH tornerà a Los Angeles dal 28 luglio al 1° agosto 2019. L’Art Gallery 2019 sarà una mostra per selezione, con una giuria che sceglierà le opere con una open call internazionale. Sarà coordinata da Brittany Ransom, Assistente universitaria e Program Head of Sculpture and New Genres alla California State University a Long Beach, in California. L’undicesimo SIGGRAPH Asia 2018 si terrà dal 4 al 7 dicembre a Tokio, in Giappone, e includerà anch’esso una Art Gallery.


https://s2019.siggraph.org/conference/
http://siggrapharts.ning.com/X
http://digitalartarchive.siggraph.org/
https://www.eurographics2019.it/
http://neveralonegame.com/