Podroom/KCB Cultural Centre - Belgrado
10 / 05 / 2018 – 31 / 05 / 2018

Con la sua prima mostra personale in Serbia Fabrizio Bellomo continua ad approfondire lo studio del ruolo e dell’influenza dei mezzi meccanici nello sviluppo e persistenza del pensiero meccanicistico nella società contemporanea.

L’installazione a Podroom, spazio dedicato all’arte video e multimediale del KCB Centro Culturale di Belgrado, presenta i più recenti film insieme ad alcune opere video degli ultimi dieci anni, riesaminate alla luce della traiettoria critica tracciata da Bellomo con i suoi sempre più ricorrenti sconfinamenti artistici e letterari negli ambiti dell’architettura e dello studio della cultura materiale.

L’impostazione meccanicistica è diventata fulcro della modernità fin dai tempi di Descartes e Hobbes attraverso la rivoluzione industriale e fino alla totale pervasività nello sviluppo attuale delle telecomunicazioni e dei sistemi di controllo, che rende questi strumenti quasi completamente invisibili e indefinibili ai più.

Eppure la loro preponderanza come mezzi di configurazione dell’esperienza della realtà sembra ineluttabile. Griglie, fughe prospettiche, sistemi cartesiani, codici e criptografia: tutti questi strumenti sono alla base degli sviluppi tecnologici e influenzano il rapporto dell’essere umano con l’ambiente circostante, adattandolo e formattandolo per una esperienza user-friendly per mezzo di filtri, interfacce e calibrazioni.

In questo contesto è innegabile la centralità del ruolo giocato dall’immagine generata dall’utilizzo pervasivo del mezzo di riproduzione fotografica, meccanizzata prima e digitale poi, come strumento di conoscenza, di esperienza e di produzione di realtà. Nel corso degli anni Bellomo ha affrontato attraverso performance, installazioni, film, video e saggi.

Con l’attitudine del ricercatore dell’immagine, si propone di indagare le conseguenze sociali ed estetiche dell’egemonia del pensiero meccanicistico attraverso il rapporto individuale e collettivo con la memoria, con la città, con il corpo umano e con l’auto rappresentazione con un interesse particolare per le diverse modalità tecnologiche di rilevamento e archiviazione del reale.

La mostra è curata da Mario Margani e realizzata con il gentile supporto e contributo di NCTM e l’arte, Apulia Film Commission, European Cultural Foundation, Istituto Italiano di Cultura di Belgradoe KCB Centro Culturale di Belgrado.

Fabrizio Bellomo (Bari, 1982) porta avanti la sua ricerca in modo ibrido e multidisciplinare. I suoi lavori sono stati esposti in Italia e all’estero in mostre personali e collettive, attraverso progetti pubblici, presentazioni e festival cinematografici.

Ha collaborato con Comuni e istituzioni per realizzare e progettare opere nello spazio pubblico e i suoi lavori sono parte di collezioni pubbliche e private. Bellomo ha vinto diversi premi, fra cui, nel 2012, il Premio Celeste con il video 32 dicembre, l’InsideArt Special Prize al Talent Prize nel 2017 con Untitled (numeric portraits),e il premio NCTM e l’arte.

Il suo primo film è “L’Albero di Trasmissione”, co-prodotto dall’associazione culturale Amarelarte, Fujifilm Italia e Apulia Film Commission. Bellomo ha pubblicato – fra gli altri – il volume “Le persone sono più vere se rappresentate”(IT/EN 2014) e “Meridiani, paralleli e pixel. La griglia come medium ricorrente”(2017, IT) per Postmedia Books, Milano. Scrive regolarmente sulle pagine culturali dell’edizione pugliese de La Repubblica.


https://www.kcb.org.rs/2018/05/meccanicismo-mehanicizam/