Seoul Museum of Art (SeMA) - Seoul
08 / 09 / 2020 – 21 / 11 / 2020

L’11esima edizione del Seoul Mediacity Biennale, One Escape at a Time è stata rimandata e aprirà al pubblico dall’8 settembre al 21 novembre 2021 al Seoul Museum of Art (SeMA) e in altre sedi della città.

One Escape at a Time presenterà lavori e progetti, di cui molti sono nuove produzioni, create da 41 partecipanti koreani e internazionali.

Bani Abidi, Monira Al Qadiri, Amature Amplifier, Richard Bell, Johanna Billing, Pauline Boudry / Renate Lorenz, Chang Yun-Han, Chihoi, Minerva Cuevas, Brice Dellsperger, DIS, Hao Jingban, Hapjungjigu, Sharon Hayes, Jinhwon Hong, Hsu Che-Yu, Geumhyung Jeong, Eisa Jocson, Kang Sang-woo, Kim Min, Sarah Lai, Oliver Laric, Li Liao, Life of a Craphead (Amy Lam e Jon McCurley), Lim Giong, Liu Chuang, Mackerel Safranski, Tala Madani, Henrike Naumann, ONEROOM, Yuri Pattison, Paul Pfeiffer, Hansol Ryu, Pilvi Takala, TASTEHOUSE × WORKS, Wang Haiyang, Ming Wong, Cici Wu, Chikako Yamashiro, YOUNG-HAE CHANG HEAVY INDUSTRIES, e Tobias Zielony.

One Escape at a Time si basa sull’idea dell’escapismo in relazione alle correnti dei media di oggi, specialmente la sitcom statunitense One Day at a Time (2017). Inizialmente prodotta da Netflix e resa disponibile in streaming su scala mondiale, One Day at a Time rappresenta un aggiornamento contemporaneo dell’omonima sitcom degli anni Settanta. La serie segue la vita di tre generazioni di una famiglia americano-cubana che vive sotto lo stesso tetto a Los Angeles. Nonostante il suo formato apparentemente convenzionale, la sitcom ribalta le norme di rappresentazione da parte dei media e cela i suoi temi principali dietro all’ironia affrontando alcune delle questioni più urgenti e umane dei giorni nostri: razzismo, genere, classe, sessualità, identità, emigrazione, gentrificazione, violenza e altre ancora.

Altri media e programmi come One Day at a Time, che sfruttano l’escapismo come mezzo per affrontare e confrontarsi con temi sociopolitici, rappresentano il fulcro della biennale. Le loro tattiche ci permettono di riconsiderare la nostra percezione dell’escapismo, che a sua volta ci permette di riflettere e muoverci meglio nelle varie dimensioni del nostro mondo frammentato e problematico.

Attingendo a strategie e reti di distribuzione di vasta portata comunemente utilizzate dai media contemporanei, il programma pubblico di One Escape at a Time si estenderà sugli spazi pubblici di tutta Seoul, generando ondate di echi visivi e concettuali per tutta la città. Ciò sarà inoltre preceduto dal lancio del sito della biennale e da una serie di progetti online nel 2021. Se si desidera ricevere aggiornamenti è possibile sottoscrivere la mailing list visitando il sito www.mediacityseoul.kr.

Una serie di sei conversazioni che offrono scorci all’interno della creazione di One Escape at a Time sarà pubblicata online, con scadenza settimanale da adesso e fino all’inizio di dicembre 2020.

Presentata come una serie web limitata, i partecipanti alla biennale Hapjungjigu, Mackerel Safranski, Henrike Naumann, YOUNG-HAE CHANG HEAVY INDUSTRIES, il graphic designer Sunny Park (Park-Langer), e l’artista e professore Yeondoo Jung interagiranno con membri del team della biennale. La serie sarà disponibile per la visione fino alla fine dell’anno sul sito temporaneo e sul canale Youtube della biennale.


Link: www.mediacityseoul.kr