Suwon Ipark Museum of Art - Gyeonggi-do
26 / 11 / 2019 - 08 / 03 / 2020

Il Suwon Museum of Art presenta la mostra personale di Gary Hill, che riassume i suoi 50 anni di attività artistica dagli anni Settanta, quando ebbe inizio la videoarte, fino al giorno d’oggi. Gary Hill studia il linguaggio e il corpo come elementi centrali nel definire cosa significa essere umani e la forma degli spazi abitati dagli uomini.

La mostra, che include le opere rappresentative di un periodo di quasi quattro decenni dal 1981 al 2019, è intitolata Momentombs, una combinazione tra “momento” e “tomba”, che allude al suo mondo artistico dove le immagini, le parole e i suoni riprendono la loro nascita e la loro morte, unendosi e separandosi nel tempo. Appena un’immagine e una parola scompaiono, ecco che un’altra coppia affiora a sostituirle. Tuttavia, queste immagini e parole svanite “momentaneamente” non sono del tutto dissolte, ma si spostano in uno “spazio”, per esempio una tomba, dove si incontrano a formare nuovi significati.

Nato a Santa Monica, California, nel 1951, Gary Hill iniziò la sua carriera come scultore, ma scoprì nuove possibilità nel 1969, quando entrò in contatto con l’arte contemporanea a New York. Cominciò a utilizzare video e testi basati su una nuova percezione di suono negli anni Settanta e venne notato dal mondo dell’arte. Nelle sue opere successive, l’intertestualità viene messa in primo piano, concentrandosi sulla relazione tra le parole e le immagini e tra le parole e la loro pronuncia.

Inoltre, l’interrelazione tra l’opera in mostra e lo spettatore è uno dei suoi principali interessi. Il linguaggio, tema ricorrente nelle opere di Hill, non ha una forma fissa e non è composto da parole e pronunce predeterminate. È aperto a infiniti cambiamenti. Riconciliando il linguaggio e l’immagine e allentando il legame tra le parole e il loro significato, Hill crea quelle che molti hanno descritto come “poetiche visive”.

Cambia il nostro modo di comprendere un’opera d’arte, richiamando l’attenzione sullo spazio informe tra opera e spettatore e suggerendo che si tratta di uno spazio aperto e libero da qualsiasi precedente associazione. Sarebbe un errore caratterizzare le immagini frammentarie nelle opere di Hill come semplici elenchi di parole.

Tenta di parlare di uno spazio indeterminato attraverso la divisione e la decostruzione. Ciò che conta è l’interazione tra lo spettatore e l’opera nello spazio discreto e indefinito che li separa, dove la tensione cresce ma, allo stesso tempo, viene mediato un apprezzamento dell’arte più ricco e appropriato.

La mostra Gary Hill: Momentombs darà l’opportunità di vedere i frutti della sua attività di una vita: la contemplazione e la pratica di esaminare le parole e le immagini, il corpo e la tecnologia, lo spazio virtuale e quello reale, in un ambiente privo di qualsiasi interpretazione.


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