Grounds For Sculpture - Hamilton
02 / 06 / 2018 - 14 / 07 / 2019

In mostra presso la West Gallery al Grounds For Sculpture, Michael Rees: Synthetic Cells presenta un dialogo senza eguali tra oggetto, percezione e realtà. Riconosciuto a livello internazionale come uno dei pionieri dei nuovi media digitali, Michael Rees oltrepassa continuamente i confini della scultura, creando incontri meditativi fra osservatore e oggetto. Nelle sue opere vi è sempre un senso di scoperta di nuovi materiali e tecnologie. Le sculture più recenti rappresentano una sfida per l’osservatore che sperimenta come i confini delle nostre esperienze fisiche e digitali convergano. La mostra è curata dal capo curatore di GFS, Tom Moran.

Dall’avvento dell’era di internet, Michael Rees ha ridefinito gli oggetti utilizzando la tecnologia digitale e  materiale innovativo per mettere in relazione temi e soggetti contemporanei con la scultura. L’oggetto funge da punto di partenza per una ricca esperienza interattiva. Nella mostra, Rees continua la sua esplorazione dei materiali partendo dall’utilizzo di oggetti gonfiabili, integrati con la sovrapposizione della realtà aumentata, per aggiungere strati multipli di una complessa relazionalità semiotica. Oggetti gonfiabili sono ravvisabili in mobili, architettura e giocattoli utopici, risalenti agli anni ’60.

Il lavoro di Rees è in parti uguali fantascienza, scultura, architettura e filosofia, poiché crea esperienze multivalenti e accessibili per spettatori di tutte le età. Per il progetto, l’artista ha creato sette sculture cuboidi di 3 metri in diverse tonalità di vinile insieme a diorami di animali e insetti con realtà aumentata, attivati per mezzo di tablet che fanno parte della mostra. Le immagini applicate alle pareti e la pellicola di vinile di cinque dei sette cubi rappresentano una tentazione per l’esperienza di realtà aumentata. Il passaggio di un dispositivo vicino alle immagini genera nel visitatore una vista composita, o aumentata che si sovrappone all’opera tangibile.

Attraverso il mirino del tablet in dotazione, il visitatore sperimenta la scultura reale combinata con uno strato virtuale generato dal computer, un collage del virtuale e del reale. Rees ha descritto la mostra come una collisione di utopie. I disegni gonfiabili rimandano alle utopie di plastica degli anni ’60 mentre sono sovrapposti a un nuovo schema utopico, i pezzi di realtà aumentata.

Ispirato dalla cultura della rete contemporanea e dal concetto di “Chautauqua”, un movimento popolare sviluppatosi tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo che ha riunito le arti, le scienze e la politica a scopo educativo, Michael Rees ha invitato altri artisti a partecipare alla parte aumentata del progetto. Site (Para) Site, la parte di realtà aumentata della mostra, è stata curata da noti esperti del digitale, Murat Orozobekov e Edward Winkleman, fondatori del Moving Image.

Tali overlay digitali sono stati creati da Michael Rees e da altri tre artisti invitati a prendere parte al progetto: Claudia Hart, Chris Manzione e Will Pappenheimer. Nei mesi correnti, altri tre artisti stanno fornendo esperienze di realtà aumentata: John Craig Freeman, Tamiko Thiel e Carla Gannis. Per far sì che i visitatori possano godere dell’ambiente virtuale creato dagli aumentinon è necessaria una previa esperienza con la tecnologia.

Links:

http://www.groundsforsculpture.org/index.cfm