UCCA, Center for Contemporary Art – Beijing, China
26 / 09 / 2020 – 17 / 01 / 2021

L’ UCCA Center for Contemporary Art presenta Immaterial/Re-material: A Brief History of Computing Art, una panoramica ad ampio raggio sull’evoluzione della computer art a partire dagli anni ‘60 fino ad oggi, in cui si esplorano tematiche che variano dall’apprendimento automatico nel campo dell’estetica fino all’oggettistica digitale e al malcontento tecnologico.

L’esposizione definisce la propria area di interesse non solo come generica arte digitale ma, più nello specifico, come processo di creazione artistica che coinvolge gli algoritmi e la logica generativa che sono alla base del campo dell’informatica. Il curatore Jerome Neutres in collaborazione con Ara Qiu dell’UCCA riuniscono le opere di 29 tra artisti singoli e duo, spaziando dai primi pionieri della computer art ai principali professionisti di oggi e agli artisti cinesi emergenti.

Il titolo della mostra è un tributo alla rivoluzionaria esposizione di Jean-François Lyotard del 1985 Les Immatériaux che concepiva un nuovo tipo di materialità che richiamava i progressi della tecnologia nel campo delle telecomunicazioni.

Esplorando le ampie possibilità della computer art e le filosofie su cui essa si basa, Immaterial/Re-material  si prefigge di scrivere un nuovo capitolo nella storia di questo mezzo, trattandolo non solamente come un nuovo media ma come un intero linguaggio artistico. L’esposizione è resa possibile grazie al supporto tecnologico di Baidu, principale partner IA, all’enorme sostegno organizzativo e ai prestiti della Fondation Guy & Myriam Ullens.

La mostra è divisa in quattro sezioni principali che si occupano dell’avanzamento della computer art e dei diversi approcci presenti all’interno del settore. La sezione iniziale, “Pioneers of Computing Art: The Invention of a New Palette” (“Pionieri della computer art: l’invenzione di una nuova palette”), si concentra sul lavoro degli artisti che nei primi anni ’60 iniziarono ad usare gli algoritmi per creare disegni e dipinti. Nella sezione successiva, “Generative Art: A Language for Infinity” (“Arte generativa: un linguaggio per l’infinito”), la potenza di calcolo viene sfruttata per creare opere d’arte auto-sostenibili nelle quali al digital code viene accordata una sorta di sua materialità, la realtà viene alternativamente simulata e distorta e il design interattivo trasforma gli spettatori in collaboratori artistici. La sezione seguente, “AI Art-lab: When the Artist Creates Creation” (“AI Art-lab: quando l’artista crea la creazione”) esplora le questioni di paternità, concentrandosi su come gli artisti danno forma e selezionano attivamente gli input per potenti sistemi digitali. Le nuove possibilità, ma anche le preoccupazioni, date dalla tecnologia contemporanea sono affrontate a testa alta nella sezione finale, “Illusions and Disillusions of the Post-digital Era” (“Illusioni e disillusioni dell’era post-digitale”), che vede alcuni autori guardare a movimenti artistici del passato attraverso un kit di strumenti digitale, e altri, in particolare una generazione più giovane di artisti cinesi, esprimere una sottile ambivalenza verso il nostro mondo costantemente interconnesso.

Immaterial/Re-material dispone anche di un’unità speciale curata e montata in collaborazione con Baidu AI. La sezione presenta opere interattive nelle quali la presenza dello spettatore modella attivamente l’espressione visiva di ogni pezzo. UCCA pubblicherà un catalogo bilingue della mostra e un sito di accompagnamento che presenterà  riproduzioni di ciascun opera esposta, oltre alle interviste agli artisti e ai saggi del curatore della mostra Jerome Neutres, del filosofo Yuk Hui e dell’artista Edmond Couchot.


http://ucca.org.cn/