Kunsthaus Baselland - Basel
25 / 01 / 2018 - 02 / 04 / 2018

Hi there. Grandi lettere nere incontrano i visitatori. Il messaggio è familiare, è quello delle mail di spam, dei chatbot o dei vlogger: un saluto informale da parte di uno sconosciuto ad un destinatario sconosciuto. “Ciao, c’è qualcuno là fuori?”. Questa ricerca di interazione con altri sconosciuti che si trovano “là fuori” è ciò su cui lavora Esther Hunziker.

Con questa mostra l’artista crea una relazione tra enormi e sconosciute forme extraterrestri e forme interamente terrestri, strutture quotidiane dell’estraneità “aliena”, che si trovano dentro e fuori di noi. Hunziker porta i visitatori attraverso una nuova serie di opere che riempie l’intero piano terra della Kunsthaus. Qui si scontrano opposti come familiare e sconosciuto, vicino e lontano, intellettuale e fisico, meccanico e fisico.

Nel primo ambiente, che presenta un’ampia panoramica di pagine stampate, l’artista ci permette di penetrare in una personale catena di associazioni, nella quale riunisce fonti ampiamente variabili e decentralizzate per creare un’esauriente raccolta di materiale sul tema della “alienazione”. Per farlo, l’artista cerca delle connessioni con l’estraniamento, fuori e dentro di noi: alienazione sociale e isolamento nell’era della comunicazione digitale in rete così come forme e idee estranee e sconosciute.

Qui il concetto marxista di alienazione incontra il flusso di emozioni dei giovani YouTube streamers; illustrazioni dell’impatto di un meteorite sono messe a confronto con immagini di laboratori anonimi; approcci di ricerca in ambito di esobiologia sono mischiati con testi provenienti da chatbot anonimi, selfie narcisistici sono collegati ad artefatti derivati da modelli sconosciuti e le fotografie degli schizzi realizzati dall’artista stessa si scontrano con fotografie anonime di repertorio… Lo sconosciuto incontra il noto; l’enigmatico l’identificabile.

“Per anni il progetto scientifico SETI (ricerca di intelligenza extraterrestre) ha perlustrato lo spazio in cerca di segnali extraterrestri,” spiega l’artista, “e i problemi riscontrati sono gli stessi che abbiamo noi – la quantità di rumore. Come si possono captare dei segnali rilevanti se tutte le frequenze sono bloccate?”. Questa massa di rumore può essere percepita nella seconda galleria. Esseri dall’aspetto di oggetti appaiono su sei schermi, parlando tutti contemporaneamente.

I loro corpi sono come formazioni di pietre o strani meteoriti, mentre il loro linguaggio è umano, banale e quotidiano. È un brusìo di voci che provengono da tracce audio originali di veri video in streaming: messaggi di persone reali che puntano le telecamere su sé stesse ed esprimono i propri sentimenti, condividendoli online in qualsiasi momento, con tutti e nessuno in particolare.

Esther Hunziker prende in prestito questi “sentimenti” dal flusso costante delle reti globali e dona al linguaggio nuovi corpi. L’artista chiama i suoi esseri ibridi “modelli”, i cosiddetti paradigmi scientifici che l’artista conserva e presenta come oggetti “estranei” sugli schermi.

Nell’era della digitalizzazione, Esther Hunziker accetta in maniera decisiva il modo in cui realtà e finzione si mescolano sempre di più, e come le identità sembrino essere intercambiabili e possano sempre essere paragonate ad altre.

È questo l’esibizionismo virtuale del soggetto online che si riflette nei discorsi dei vlogger: la continua ricerca dell'”io online”, per l’appartenenza “al mondo”. Siamo tutti visitatori che si ritrovano in un luogo da cui non provengono, in uno spazio transitorio, in un tempo transitorio. Hi there!

Esther Hunziker (nata nel 1969) è artista e media designer. Insegna digital media all’Istituto d’arte di Basilea. Dal 1996 ha partecipato a numerose mostre e festival nazionali ed internazionali. Ha studiato videoarte alla Schule für Gestaltung SfG di Basilea.


http://www.estherhunziker.net/

www.kunsthausbaselland.ch