IMMA — Irish Museum of Modern Art - Dublin
21 / 09 / 2019 - 22 / 03 / 2020

L’IMMA presenta una delle sue mostre più affascinanti e ambiziose, che esplora il desiderio nella nostra vita quotidiana. Nello specifico, Desire: A Revision from the 20th Century to the Digital Age prende in considerazione il legame tra il desiderio e le strutture del potere, l’individualismo e le azioni collettive emergenti.

Concentrandosi su un periodo di oltre cento anni, la mostra segue lo sviluppo del desiderio attraverso la lente dello sguardo maschile eurocentrico e la sua influenza nelle rappresentazioni artistiche nella cultura contemporanea – in tutto il mondo. Una selezione di opere d’arte del XX secolo – create da artisti come Duchamp, Ernst e Magritte, affiancate da nuove commissioni e lavori contemporanei – di artisti come Matthew Barney, Tracey Emin, Genieve Figgis e Yayoi Kusama, tracciando il percorso del desiderio dal suo canone storico fino alle trasformazioni digitali del presente.

Desire: A Revision non vuole essere uno studio complessivo che analizza il ruolo dell’arte e del desiderio. Piuttosto, presenta varie prospettive da una gamma di punti di vista unici in oltre cento lavori, molti dei quali non sono mai stati esposti in Irlanda prima d’ora. Si estende oltre lo spazio della galleria con performance appena commissionate da parte di Eddie Peake ed Elaine Hoey – insieme a un programma di eventi e conferenze che avranno luogo durante la mostra.

La mostra è divisa in sette fasi fondamentali. Queste sette fasi fungono da struttura concettuale da cui estrapolare le complessità dei seguenti: desiderio e intimità, desiderio di integrazione, desiderio e sguardo, politica del desiderio, tecnologia, trasformazioni del desiderio e, infine, un’esplorazione dell’evoluzione dell’utopismo nel desiderio.

Desire: A Revision è il terzo progetto di una trilogia di importanti mostre collettive internazionali ideate dall’IMMA con lo scopo di esplorare temi universali e la loro rappresentazione attraverso l’arte del XX e del XXI secolo. Nel 2015, la prima di queste mostre, What We Call Love, From Surrealism to Now, analizzava il modo in cui la concezione dell’amore si sia evoluta all’interno dell’arte e, nel 2017, la seconda mostra, As Above, So Below: Portals, Visions, Spirits & Mystics, esaminava come tutto ciò che ruota intorno al mondo spirituale resista ai giorni nostri.

All’interno della mostra, sono presenti artisti come: Matthew Barney, Frank Bowling, Lee Bul, Oisín Byrne, Helen Chadwick, Dorothy Cross, David Douard, Marcel Duchamp, Tracey Emin, Justine Emard, Max Ernst, Awol Erizku, Cao Fei, Genieve Figgis, Ann Maria Healy, Elaine Hoey, James Joyce, Bharti Kher, Jonah King, Seiha Kurosawa, Yayoi Kusama, Rene Magritte, Eddie Peake, Tschabalala Self, Mickalene Thomas e VALIE EXPORT, per citarne alcuni.

Un’importante pubblicazione accompagna la mostra, con contributi da parte delle varie persone coinvolte nel progetto, come artisti, co-curatori e intellettuali contemporanei di vari ambiti, dalla poesia alla filosofia, dall’architettura alla performance, tra cui Sasha Bonét, Vaari Claffey, Pàdraic E. Moore, Yuko Hasegawa, Johanna Hedva, Jonah King, Aidan Mathews, Eddie Peake, Mario Perniola, Jennie Taylor e Nathalie Weadick.

Una serie di Limited Artist Editions da parte di vari artisti – tra cui Dorothy Cross, Tracey Emin e Genieve Figgis – sono disponibili per questa mostra. Uno speciale progetto associato, The Prince of Homburg, opera dell’artista Patrick Staff, è co-commissionato dall’IMMA e il Dundee Contemporary Arts, Scozia. Il lavoro all’IMMA è a cura di Rachel Gilbourne (Assistant Curator: Exhibitions – Projects & Partnerships, IMMA) in collaborazione con Eoin Dara (Head of Exhibitions, DCA). The Prince of Homburg aprirà in contemporanea alla mostra Desire: A Revision e continuerà fino al 17 novembre 2019.


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