Espacio Byte - Buenos Aires
10 / 03 / 2020 - 10 / 06 / 2020

Il museo d’arte digitale, Espacio Byte, lancia il programma del 2020 con una mostra collettiva dedicata alla cyber-danza. “Dancing in other space” raccoglie una vasta gamma di opere che esprimono, con le possibilità creative dei linguaggi digitali, l’arte della danza.

Animazione 3D, produzione cinematografica volumetrica e realtà virtuale immersiva sono solo alcuni dei media creativi per sviluppare queste coreografie ibride. Questa mostra propone un’esperienza artistica, in cui la programmazione di forme, movimenti, suoni e strutture visive si fondono in nuove costruzioni discorsive, in un nuovo modo di fare danza.

Da quando la danza si è conformata ai codici delle tecnologie digitali, sono state ripensate le nozioni tradizionali sul suo campo d’azione. È in questa confluenza, ovvero nell’ibridazione linguistica, che sono nate nuove pratiche correlate, molte delle quali raggruppate in categorie come danza su schermo, cyber-danza o iperdanza. Sebbene queste denominazioni implichino alcune differenze concettuali, tutte coincidono nella riconfigurazione dei loro elementi essenziali.

Nella cyber-danza il corpo è stato smaterializzato: ha esteso il suo campo d’azione andando oltre ai suoi limiti biologici. Emergono nuovi modi di rappresentarlo che possono o meno essere riconosciuti come umani. Questioni come la gravità, l’energia fisica o il genere diventano obsolete nello scenario virtuale.

I movimenti possono essere definiti da algoritmi generativi e da coreografie interattive dove gli utenti definiscono molto di più che un semplice punto di vista. Molti parametri possono essere cambiati e generare nuove possibilità compositive.

Il tempo viene alterato a causa o dell’accelerazione o della frammentazione, suggerendo un’altra dimensione temporale. Il palcoscenico è proiettato sullo schermo trasformando l’iperdanza in un’esperienza mediata.

Questa mostra riunisce i progetti che esprimono l’arte della danza e i linguaggi digitali. Forme programmate, movimenti, suoni, e strutture visive si fondono in nuove pratiche discorsive, ovvero in nuovi modi di fare danza.


espaciobyte.org