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Paolo Cirio ha creato un database con 4000 volti di agenti di polizia francesi per identificarli attraverso la  tecnologia di Riconoscimento Facciale e attraverso la piattaforma https://Capture-Police.com

Inoltre, Cirio ha stampato i foto ritratti degli ufficiali e li ha affissi in tutta Parigi come manifesti di street art.

Il progetto Capture critica i potenziali usi e abusi del Riconoscimento Facciale e dell’Intelligenza Artificiale mettendo in discussione l’irregolarità dei poteri in gioco. La mancanza di normative sulla privacy di tale tecnologia può finire per ritorcersi contro le stesse autorità che ne sollecitano l’uso. Con questa provocazione artistica, Cirio dimostra come il potere tecnologico del Riconoscimento Facciale sia eccessivamente pericoloso per la società e persino per la polizia.

Con questo gesto, Paolo Cirio introduce una campagna per vietare la tecnologia del Riconoscimento Facciale in tutta Europa in collaborazione con le organizzazioni per la privacy e i responsabili politici. Cirio ha fatto ricerche su questa questione legale e ha scritto un’istanza per mobilitare i cittadini, le organizzazioni e la stampa a fare pressione contro di essa e, infine, a vietare il Riconoscimento Facciale in tutta Europa. Questa tecnologia è già in uso in diversi paesi senza trasparenza e responsabilità. Partecipa alla campagna qui.

La polizia richiede l’uso del Riconoscimento Facciale su manifestanti, minoranze e civili, mentre si rendono non identificabili negli scontri pubblici. In questo progetto il Riconoscimento Facciale si rivolta contro le stesse autorità pubbliche e le forze dell’ordine che cercano di giustificarne la necessità. Cirio ha raccolto 1000 foto pubbliche di agenti di polizia scattate durante le proteste in Francia e le ha elaborate con il software di Riconoscimento Facciale per tracciare il profilo di oltre 4000 volti di agenti. Tutte le foto sono state scattate in uno spazio pubblico, trovate nell’internet pubblico o ottenute dai giornalisti. Si tratta di qualcosa di simile alla Clearview AI, un’azienda americana che estrae le immagini da Internet, traccia i profili dei volti e vende tali dati alle forze dell’ordine.

L’etica, la politica e l’estetica della tecnologia, l’intervento e la fotografia in questo progetto artistico mirano a risolvere le perplessità sui concetti di trasparenza, privacy e l’autonomia di cittadini e funzionari. Il paradigma del potente che guarda e dell’impotente che viene guardato è invertito. Cirio si interroga sui limiti di questo gesto, al di là della provocazione e dell’azione, lavora per regolamentare e proporre dibattiti etici sugli squilibri di potere, sulla responsabilità e sulla giustizia sociale.

Infine, per questo progetto, Cirio ha prodotto un breve video documentario sul Riconoscimento Facciale e l’Intelligenza Artificiale con l’agenzia di giornalismo giovanile Labo 148, mostrando le azioni messe in atto per la campagna assieme ad interviste di esperti e attivisti.

Per l’installazione artistica, Cirio ha selezionato 150 volti per comporre una matrice di stampe su una parete di 15 metri. Su questo sfondo, sette stampe d’arte raffigurano agenti non identificati nell’atto di sparare ai manifestanti. Il pubblico si trova di fronte a un plotone d’esecuzione e ad una feroce folla di poliziotti. Questa grande installazione sarà presentata per la prima volta a Le Fresnoy dal 15 ottobre.

Per questo progetto, Cirio ha creato partnership con La Quadrature du Net, We Sign It, Labo 148, e collaborazioni con diverse altre organizzazioni per la privacy.

Vedi di più all’hashtag #BanFacialRecognitionEU


https://paolocirio.net/work/capture/