Haus der Kunst - Munich
02 / 03 / 2018 – 19 / 08 / 2018

Tensioni geopolitiche e preoccupanti sviluppi ecologici, sociali ed economici stanno mettendo a dura prova l’ordine mondiale contemporaneo. Davanti a questa insicurezza crescente, la fiducia nei pilastri della nostra società è in continuo declino.

Nonostante non sia certo la prima volta nella storia che il mondo appare come un luogo precario, ora ci troviamo davanti ad una differenza cruciale e senza precedenti che ha cambiato radicalmente il modo il cui percepiamo e affrontiamo i conflitti contemporanei: il mondo ora è mediato dal digitale.

Gli artisti che partecipano alla mostra Blind Faith condividono un dubbio crescente verso questo modo di vedere il mondo. Per questo mettono in discussione i contemporanei criteri convenzionali di misurazione e valutazione della nostra esistenza e cercano di trovare una risposta ricorrendo al corpo umano e alla mente, vista come fonte di conoscenza e come cassa di risonanza per le realtà politiche e sociali.

Blind Faith: Between the Visceral and the Cognitive in Contemporary Art riunisce 28 artisti internazionali con una concezione del corpo che non si limita solo ad una metafora, ad un luogo di indagine o ad una fonte di informazioni, ma che lo considera anche il proprio materiale nel senso più letterale del termine. In questo percorso di ricerca della realtà e della verità nel mondo, la percezione dei sensi viene studiata in parallelo a condizioni psicologiche alternative, ponendo una particolare attenzione al loro potenziale nel processo di espansione della coscienza.

Queste opere prendono in esame il valore informativo delle parti del corpo e degli organi e mostrano sia la funzionalità sia la vulnerabilità del corpo umano. Gli artisti esplorano la nostra comprensione del presente utilizzando una vasta gamma di media come disegno, scultura, video, installazioni, robotica, animazione, suono e performance.

L’obiettivo è quello di indagare i limiti della produzione del linguaggio e della conoscenza, riconsiderare i modelli della storiografia e della narrativa e di immergersi nelle origini della vita stessa. Il risultato è la proposta di nuovi sistemi di apprendimento, l’istituzione di un tipo di narrativa alternativa e la presentazione di rituali sotto una nuova luce.

Mentre a prima vista l’espressione “blind faith” sembrerebbe riferirsi ai pericoli metodologici associati ad una patologia contemporanea, in realtà gli immaginari artistici della mostra rappresentano una nuova modalità critica, ma tuttavia olistica, per la visione e la comprensione, che include sia la sfera fisica sia quella spirituale.

Tra gli artisti partecipanti: Ed Atkins, Kader Attia, Olga Balema, Melanie Bonajo con Théo Demans e Carolin Gießner, Mariechen Danz, Cécile B. Evans, Andrea Éva Győri, Benedikt Hipp, Nicholas Hlobo, Marguerite Humeau, KAYA (Kerstin Brätsch e Debo Eilers), Hanne Lippard, Wangechi Mutu, Otobong Nkanga, Jon Rafman, Naufus Ramírez-Figueroa, Mary Reid Kelley with Patrick Kelley, Lili Reynaud-Dewar, Raphael Sbrzesny, Jeremy Shaw, Teresa Solar Abboud, Jol Thomson, e David Zink Yi con Angie Keefer.

Il catalogo della mostra “Blind Faith: Between the Visceral and the Cognitive in Contemporary Art” sarà pubblicato a maggio 2018. Edito da Anna Schneider. Con i contributi di Okwui Enwezor, Damian Lentini, Julienne Lorz, Daniel Milnes, Anna Schneider e Charles T. Wolfe.

I contributi artistici sono di Ed Atkins, Mariechen Danz, Cécile B. Evans, Andrea Éva Győri, Marguerite Humeau, Angie Keefer, Hanne Lippard, Otobong Nkanga, Naufus Ramírez-Figueroa, Mary Reid Kelley, Lili Reynaud-Dewar e David Zink Yi. La mostra è curata da Julienne Lorz, Daniel Milnes e Anna Schneider con il generoso supporto di Art Mentor Foundation Lucerne.


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