Kumu Art Museum - Tallinn
06 / 07 / 2018 – 14 / 10 / 2018

La mostra Archaeology of the Screen, in corso al Kumu Art Museum di Tallinn, in Estonia, si serve di vari media per indagare i nostri miti delle origini, la nostra amicizia con i satelliti, la saggezza dei gatti spaziali e molto altro. La mostra rappresentalo sviluppo internazionale del progetto curatoriale The Archaeology of the Screen; The Estonian Example, che si è svolto nell’autunno del 2017 presso il centro d’arte Bozar di Bruxelles, a cura di Eha Komissarov.

A Bruxelles la mostra si basava sull’immagine dell’Estonia come una sorta di innovativo Stato elettronico, coinvolgendo artisti che consideravano parte integrante del loro ruolo trasferire la realtànello spazio virtuale e sociale. Al museo Kumu la rassegna sicompleta ora con un gruppo internazionale di artisti che interpretano argomenti come la sicurezza digitale, i rapporti tra schermo e tecnologie storiche, e la critica della cultura visiva da una nuova prospettiva.

La mostra si concentra principalmente sui fenomeni che interessano gli artisti che attualmente lavorano in Estonia. L’esposizione include quindi vari tipi di documentari e messinscene, lavori che analizzano nel dettaglio le tecnologie analogiche e digitali, installazioni multimediali e vari sviluppi del computer e del web.

A differenza di molti altri approcci influenti che considerano lo schermo o la video arte prima di tutto come fenomeni legati ad immagini in movimento, questa mostra segue l’approccio di Lev Manovich, che considera lo schermo come una finestra che si affaccia su una nuova realtàe non deve necessariamente presentare immagini in movimento. Di conseguenza, la rassegna include anche opere d’arte che sfruttano tecniche fotografiche.

Al giorno d’oggi è difficile immaginare fotografie o video senza elaborazione digitale. È complicato, se non quasi impossibile, distinguere tra video, film e immagini come delle tecniche chiaramente definite. L’attenzione della mostra al concetto di “schermo” segue la logica dell’era post-mediale, preferendo trovare parole chiave che accomunano gli artisti, piuttosto che concentrarsi su caratteristiche formali.

Lo spazio digitale apre una moltitudine di opportunità per costruire numerosi meta-mondi. Nel nuovo paesaggio formatosi con l’ausilio di strumenti tecnologici, i vecchi significati vengono messi in discussione e l’arte è vista come un’opportunitàper attribuire valori a nuove relazioni e riempire il vuoto di significato. 

Artisti: Erik Bünger, David Claerbout, Paul Kuimet, Marge Monko, Deimantas Narkevičius, Rosalind Nashashibi and Lucy Skaer, Taavi Suisalu, Artur Żmijewski, Timo Toots, Ivar Veermäe, Sigrid Viir, Tõnis Vint e Pinar Yoldas.

La mostra Archeology of the Screen è parte del programma internazionale di festeggiamenti organizzato in onore del centenario della Repubblica di Estonia, che conta oltre cento eventi in tutto il mondo.


kumu.ekm.ee

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