Tranen Space for Contemporary Art - Hellerup
02 / 03 / 2019 - 02 / 05 / 2019

La morte è un errore. Invece, propose il filosofo russo Nikolai Fedorov (1829-1903), l’uomo dovrebbe puntare alla vita eterna e interplanetaria. Così l’artista Anton Vidokle riassume la posizione di Fedorov nel suo Immortality For All: una trilogia di film sul cosmismo russo: “perché la vera equità sociale significa immortalità per tutti […] dobbiamo resuscitare i nostri avi.” E di conseguenza, la resurrezione dei morti necessita della colonizzazione dello spazio oltre che di un pianeta Terra sempre più popolato.

La trilogia di film Immortality For All dell’artista russo Anton Vidokle, lanciata tra il 2014 e il 2017, rivisita il cosmismo russo ed il suo fondatore Fedorov è la prima voce che Vidokle riporta in vita dal passato. La filosofia di Fedorov guadagnò terreno all’interno di un circolo di intellettuali durante gli ultimi 25 anni della sua vita, mentre lavorava come bibliotecario presso la prima biblioteca pubblica di Mosca che ospitava al suo interno il primo museo pubblico contenente quadri, stampe, manoscritti e molto altro.

La prima mostra personale di Vidokle in Danimarca, This is Cosmos, si svolse, allo stesso modo, presso una biblioteca pubblica che ospitava un istituto d’arte, il Tranen Space for Contempory Art. Oltre alla trilogia di video, la mostra presenta una cronologia degli eventi del cosmismo russo realizzata in collaborazione con Anastasia Gacheva e Arseny Zhilyaev, come anche una piccola biblioteca della letteratura cosmista.

L’investimento di Vidokle sul flusso tra spazio artistico e biblioteca ricorda l’opinione di Fedorov sull’unificazione di biblioteca e museo: “Se un ripostiglio può essere paragonato ad una tomba, allora leggere […] è una sorta di esumazione, mentre una mostra è […] una resurrezione.”

Stando a quanto attesta la cronologia, le idee di Fedorov – che non sono, come afferma l’autore Leo Tolstoy “così assurde come sembrano” – sono state incredibilmente influenti. Ciò nonostante Fedorov non aveva ancora pubblicato nessuno dei suoi testi. Invece molti altri, di recente Vidokle e la sua piattaforma editoriale e-flux, sono stati terminati postumi. La sua eredità vive nelle opere di Dostoevsky, nei quadri di Malevich, nei film di Tarkovsky, nella missilistica innovativa di Tsiolkovsky, forse persino nella costruzione del mausoleo di Lenin, giusto per fare qualche esempio.

Tuttavia, i film di Vidokle non costituiscono esattamente una parte della sua eredità. Non rappresentano l’opera di un seguace e nemmeno quella di un critico. Sono piuttosto variazioni visive, verbali e musicali sulle opere cosmiste a metà tra documentario, saggio, poesia e sessione di lettura. Il contesto dell’opera di Vidokle potrebbe essere attuale privato e pubblico e gli sforzi della scienza puntavano alla realizzazione delle idee cosmiste della colonizzazione di Marte, della resurrezione dei morti o degli organismi estinti, dell’inversione del processo di invecchiamento, delle trasfusioni di sangue e dei tentativi di contrastare il cambiamento climatico.

Tuttavia, l’obiettivo della trilogia di Vidokle, non è quello di una storia giornalistica sul cosmismo applicato nel Ventunesimo secolo. Piuttosto Vidokle cerca di riaccendere l’interesse per le tendenze speculative e sperimentali dei pensieri e delle iniziative cosmiste che sono ancora in contrasto con il mondo e continuano ad espandersi e a turbare la nostra immaginazione e la nostra visione del mondo.

Mentre i film, girati in diverse zone della Russia e dell’ex Unione Sovietica, utilizzano determinati codici cari alla produzione dei documentari, questi non documentano poi così tanto il cosmismo e le sue ripercussioni sul posto. Piuttosto tentano di evocarlo. Tutti e tre i film non trattano e riflettono semplicemente sui pensatori cosmisti. Inoltre invitano le persone – sia quelle che appaiono nei film sia quelle che li guardano – a sottoporsi a diversi esperimenti.

Il primo film, This is Cosmos, si presenta come “una seduta di irradiazione” con “effetti terapeutici”. Il secondo film, The Communist Revolution Was Caused By The Sun, comprende sia un copione di un’ipnosi clinica usata per eliminare le dipendenze sia la rimessa in scena di un esperimento dello scienziato Chizhevsky sugli effetti dell’aria caricata negativamente e positivamente in relazione agli organismi biologici.

Il terzo film, Immortality and Resurrection for All, gioca con la terapia sperimentale che implica l’utilizzo di uno sfarfallio particolare per curare il deterioramento della memoria. In occasione di This is Cosmos, Tranen ha collaborato con il produttore Aarnio Originals. All’interno tre schermi fluttuano accanto a tre sedie a forma di bolla e sia i visitatori sia le opere d’arte restano sospesi a mezz’aria.

Le sedie trasparenti del designer finlandese Eero Aarnio dal 1968 consentono ai visitatori di entrare in una bolla immersiva di loro stessi, ed è come se il pubblico partecipasse ad un’esperienza cosmista. La mostra è curata e progettata dal direttore Toke Lykkeberg.

Anton Vidokle (Russia, 1965) vive e lavora a New York e Berlino. È il fondatore della piattaforma editoriale e-flux che ha dato luogo a progetti come l’e-flux video rental, l’e-flux journal e uno spazio dedicato alla mostra a New York. I film di “Immortality For All:a film trilogy on Russian Cosmism” sono stati presentati in numerosi musei, quali il Centre Pompidou a Parigi (2016) e il Tate Modern (2017) e in diversi festival e biennali, tra cui la Shangai Biennale (2014), il 65th Berlinale International Film Festival (2015) e il 7th Gwangju Biennale (2016).

This is Cosmos è la terza mostra nel programma attuale del Tranen. L’interesse è rivolto all’arte contemporanea che non è incentrata unicamente sulla condizione contemporanea. Quando tutto, dal clima alla tecnologia, si sviluppa con una velocità sempre maggiore, il presente diventa fugace e vago.

Il presente inizia a restringersi e diventa sempre più difficile afferrarlo. Nel frattempo, la nostra conoscenza del passato cresce. Le speculazioni sul futuro abbondano. E, come parte di questo movimento, la maggior parte dell’arte non è più contemporanea, ovvero letteralmente “nel tempo.” Al contrario l’arte è piuttosto “estemporanea,” ovvero “fuori dal tempo” e assorbita da altre e più grandi temporalità di cui invece dispone solitamente il presente.


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