“The Open Future” – MCD magazine, Issue #68

Capo Redattore ospite Marco Mancuso


Marco Mancuso è stato invitato da Anne-Cécile Warms, caporedattore di MCD Magazine, dal 2003 una delle riviste più stampate al mondo sull’arte e la cultura digitale, per curare un numero speciale focalizzato sull’impatto delle tecnologie aperte sui principali campi di cultura contemporanea: arte, audiovisivo, design, internet, musica e scienza. Marco Mancuso ha contattato 5 autori del network Digicult, per curare le 5 diverse sezioni in cui è suddivisa la pubblicazione.

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Curatori delle sezioni: Bertram Niessen (internet & society), Claudia D’Alonzo & Marco Mancuso (video & audiovideo), Elena Biserna (music & sound), Sabina Barcucci (design & architecture), Alessandro Delfanti (art & science)

Ospiti: Lev Manovich, Michel Bauwens, Steve Kurtz (CAE), Kenneth Goldsmith, Adam Ardvisson, Marc Fornes, Joanna Demers, Norbert Palz, Geert Lovink, Daniel Dendra, Julien Ottavi (Apo33), Mattin, Eric Deibel, Marc Dusselier, Sara Tocchetti, Sonia Campanini, Luciano Palumbo, Pasquale Napolitano.


Negli ultimi anni si stanno assistendo a trasformazioni radicali nei rapporti tra arte, scienza, design e società. La progressiva de-istituzionalizzazione delle forme di produzione, gestione e consumo di beni materiali e immateriali portati dalle nuove tecnologie (desktop manufacturing, DIYscience, comunità 2.0) sta rimodellando il modo in cui concepiamo la cultura, dando maggiore importanza alle tassonomie bottom-up della realtà (cioè le folksonomie) e mettere in discussione i percorsi tradizionali di cambiamento (Open Innovation) e potere (comunità p2p).

Le trasformazioni sociali legate ai cambiamenti dell’economia e della tecnologia stanno mettendo seriamente in discussione i nostri modi tradizionali di concepire la cultura, le relazioni sociali, la comunicazione, la creatività e l’innovazione. Da un lato, la creatività individuale sembra diventare il motore principale del mondo che ci circonda. Dall’altro lato, l’ascesa dell’intelligenza collettiva nei social network e le innumerevoli sperimentazioni artistiche, politiche e sociali dal basso promosse dalle nuove tecnologie, stanno sfidando il mito romantico della creatività individuale.

Presentazioni: Open World Forum 2013 (Paris), Piemonte Share Festival (Turin), fOSSa 2013 (Lille)

Analiticamente possiamo dire che questi fenomeni agiscono sia orizzontalmente che verticalmente. Orizzontalmente stanno sfumando i confini tra diversi campi e discipline, fondendo metodologie, linguaggi, know-how taciti ed espliciti. In verticale, stanno influenzando la distinzione tra approcci “alti”, accademici e “bassi”, quelli ingenui. Questa impollinazione incrociata crea entusiasmo e scetticismo allo stesso tempo. Da un lato è percepita come un’espansione imprevista che porterà a una continua innovazione. Dall’altro lato è stata vista una minaccia per la stabilità, la qualità e l’equità.

Questo numero monografico della rivista MCD esplora questo panorama secondo una serie di curatori specializzati in cinque diversi campi. In primo luogo, Bertram Niessen indagherà l’ambiguità sociale della creatività digitale, le possibilità date dalla coproduzione dal basso e le sfide offerte dalle pratiche web di condivisione creativa. In secondo luogo, Claudia D’Alonzo e Marco Mancuso si concentreranno sui cambiamenti in atto in relazione alla pratica di creazione, diffusione e fruizione dei contenuti artistici audiovisivi.

In terzo luogo, Elena Biserna fornirà una panoramica sulle pratiche artistiche musicali e, allo stesso tempo, mostrerà il significato di questo scenario nella sfera delle pratiche culturali e quotidiane. Come quarta, Sabina Barcucci indagherà ragioni, stato dell’arte e sviluppi dei rapporti tra design, formazione e complessità, guardando alle nuove forme cognitive come output di tale fenomeno. Infine, Alessandro Delfanti approfondirà il problema della trasformazione dell’epistemologia degli esperti scientifici, concentrandosi sulle dimensioni politiche, artistiche e culturali del biohacking e del DIYbio.