Testi del catalogo

A cura di Marco Mancuso – Claudia D’Alonzo – Michal Brzezinski


La mostra Globalne Ocieplenie / The Mediagate, a cura di Marco Mancuso e Claudia D’Alonzo per Digicult e Michal Brzezinski, organizzata presso la GALERIA NT / Imaginarium di Lodz, si è incentrata su una serie di opere, installazioni, video, progetti di net art e software art, performance che riflettono sulla ri-attualizzazione del rapporto tra media digitali e analigici, sulle possibili forme di controllo da loro esercitate sul fragile meccanismo sociale contemporaneo, nonché sulle possibilità offerte dall’arte per individuare le chiavi di lettura di una realtà sempre più tecnologicamente “mediata”.

Il catalogo della mostra a cura di Marco Mancuso, Claudia D’Alonzo e Michal Brzezinski è un utile strumento di comprensione della mostra, grazie alla serie di testi critici e interviste inedite agli artisti presenti in mostra.

Testo critico in catalogo: “Don’t trust the media”

Artisti in mostra:  Mylicon/En, Sašo Sedlaček, Jan Van Neuenen, Marc Lee, Les Liens Invisibles, Valentina Walentynovicz, Yorit Kluitman, Vít Klusák & Filip Remunda.

Testi in Catalogo: Michal Brzezinski, Agnieska Kulazińska, Krzysztof Siatka and from Digicult Network: Lucrezia Cipptelli, Claudia D’Alonzo, Marco Mancuso & Valentina Tanni.

Come scritto da Marco Mancuso nel testo del catalogo: “La mostra Mediagate, tramite gli artisti selezionati e i critici e curatori del network di Digicult, mette in evidenza come soprattutto quelle forme di rimediazione e manipolazione audiovisiva di tecnologie analogiche e digitali (Mylicon/En), l’uso critico delle potenzialità software nelle dinamiche di social networking (Les Liens Invisibles), la riconsiderazione ludica dei contenuti multimediali condivisi in Rete (Marc Lee), l’enfatizzazione del rapporto uomo-tecnologia sia in termini interattivi (Dorota Walentynowicz) che intellettivi (Yorit Kluitman), nonché l’integrazione tra i linguaggi del video e della motion-graphic (Jan Van Neuen), siano in grado di suscitare nell’uomo contemporaneo le giuste domande, dubbi e pensieri. Perché magari un giorno ci troveremo nella necessità di doverci costruire una zona mediatica autonoma, come ci suggerisce Sašo Sedlaček, ultimo artista in mostra. Perchè l’Infocalypse is Now, e noi tutti non abbiamo forse più scampo!”