13 / 04 / 2010 – 13 / 07 / 2010

A cura di Marco Mancuso – Claudia D’Alonzo

Lodzki Dom Kulturi – Lodz


Nella città polacca che ha dato i natali al regista Zbigniew Rybczyński, sede di una delle più prestigiose scuole di cinema d’Europa, amata da David Lynch che vi ha girato gran parte del suo capolavoro Inland Empire, “Globalne Ocieplenie / The Mediagate” è una mostra prodotta dal Lodzki Dom Kulturi di Lodz e curata da Marco Mancuso e Claudia D’Alonzo.

Testo di presentazione della mostra

Testo critico in catalogo: “Don’t trust the media”

Artisti in mostra:  Mylicon/En, Sašo Sedlaček, Jan Van Neuenen, Marc Lee, Les Liens Invisibles, Valentina Walentynovicz, Yorit Kluitman, Vít Klusák & Filip Remunda.

Testi in Catalogo: Michal Brzezinski, Agnieska Kulazińska, Krzysztof Siatka and from Digicult Network: Lucrezia Cipptelli, Claudia D’Alonzo, Marco Mancuso & Valentina Tanni

Nella città Polacca che ha dato i natali al regista Zbigniew Rybczyński, sede di una delle più prestigiose scuole di cinema d’Europa, la Państwowa Wyższa Szkoła Filmowa,Telewizyjna i Teatralna PWSFTviT, amata da David Lynch che vi ha girato gran parte del suo capolavoro Inland Empire, Digicult e Galeria NT / Imaginarium hanno organizzato una mostra incentrata su una serie di opere, installazioni, video, progetti di net art e software art, performance che riflettono sulla ri-attualizzazione del rapporto tra media digitali e analigici, sulle possibili forme di controllo da loro esercitate sul fragile meccanismo sociale contemporaneo, nonchè sulle possibilità offerte dall’arte per individuare le chiavi di lettura di una realtà sempre più tecnologicamente “mediata”.

La mostra “The Mediagate” vuole riflettere, attraverso le opere di new media art di alcuni artisti internazionali, sul nostro costante barcamenarci tra messa in discussione e fede nei confronti dei media, senza suggerire soluzioni, innescando interrogativi e dubbi sul nostro ruolo di utenti.

“The Mediagate” vuole essere esplicito omaggio alla parola Watergate, che è entrata nel linguaggio comune per indicare una scoperta imbarazzante e scandalosa, sovente usata come termine di paragone, per verificare la gravità di una verità improvvisa ritenuta grave al punto da poter minare un qualsiasi sistema.